La storia delle reliquie di Santo Stefano è tanto suggestiva quanto miracolosa. Le fonti parlano di un miracoloso sogno che offrì la possibilità di riscoprire i Santi resti del protomartire.
Le vicende legate al martirio, per lapidazione, del protomartire della Chiesa Santo Stefano sono tutto sommato note. Sappiamo anche i dettagli di quanto accadde in quella giornata di secoli e secoli fa. Sappiamo inoltre che, al fatidico atto, partecipò, anche in maniera piuttosto attiva, Saulo, colui che sarebbe poi diventato San Paolo dopo l’emblematica conversione sulla via di Damasco. Un po’ meno note sono le vicende legate al post-mortem, ovvero al sogno che caratterizzò la riscoperta delle reliquie del Santo. Chi fu protagonista della riscoperta?
Gli Atti degli Apostoli, eccellente fonte che ci parla di quanto accaduto all’epoca, raccontano che, a seguito della morte di Santo Stefano, alcune “persone pie” fecero si che il corpo del Santo non fosse profanato. Si occuparono loro, dunque, di offrire sepoltura al protomartire. Facendo così, evitarono che “bestie selvagge” avessero la possibilità di distruggere il corpo. Secondo le fonti, il luogo della sepoltura del Santo rimase segreto almeno fino all’anno 415. In quell’anno, un Sacerdote ricevette in sogno la visita del dotto Gamaliele. Quest’ultimo rivelò al Sacerdote il luogo in cui si trovava la tomba del Santo, dove erano dunque conservati i suoi resti. Sappiamo inoltre che i resti di Santo Stefano erano conservati insieme a quelli di San Nicodemo, di San Abiba e a quelli dello stesso Gamaliele.
Il Sacerdote, dopo il miracoloso sogno, si recò dal Vescovo di Gerusalemme e rivelò il tutto. Successivamente, in collaborazione con lo stesso Vescovo, il Sacerdote diede avvio agli scavi che portarono all’effettivo ritrovamento delle reliquie. Queste furono poi trasportate, sotto consiglio dei più esperti, in un luogo definito “più sicuro”, ovvero nella Chiesa di Sion, a Gerusalemme. A seguito delle vicende del XIII secolo, legate alla presenza dei crociati e alle varie “razzie”, i resti di Santo Stefano giunsero in Europa e furono portate nei luoghi più disparati del continente, raggiungendo moltissimi luoghi di culto.
Fabio Amicosante
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