San Costanzo fu un grande vesvoco di Perugia, morì martire e anche durante il martirio con la sua grande fede generò la conversione dei persecutori.

La Chiesa, oggi 29 gennaio, ricorda san Costanzo, vescovo e patrono di Perugia. La storia della vita di questo santo e ciò che ne aleggia intorno è ricco di meraviglia, stupore, fede e misticismo. Di lui si hanno informazioni a tratti leggendarie e sono quattro i testi che narrano il suo martirio.
Secondo alcune fonti fu condotto davanti al console Lucio e martirizzato durante la persecuzione di Antonino e barbaramente flagellato, indi rinchiuso con altri compagni in una stufa ardente dalla quale uscì illeso. Stando ad altre fonti ritenute maggiormente attendibili il suo martirio avvenne sotto l’impero di Marco Aurelio quando fu imprigionato e perseguitato brutalmente.
Santo di oggi 29 gennaio: San Costanzo da Perugia, il vescovo martire con una vita avvolta nella leggenda
Vescovo magnanimo e di gran cuore era molto amato dal suo popolo e sembra che fosse anche molto giovane quando gli venne affidato il ministero episcopale. Nelle raffigurazione artistiche, infatti, è rappresentato in età giovanile.
La narrazione agiografica tradizionale riporta che prima di essere barbaramente flagellato, subì delle atroci torture. San Costanzo fu portato nel calidarium, che erano le antiche terme romane e quindi immerso nell’acqua bollente, ma si narra che si verificarono diversi prodigi. Da dove uscì miracolosamente illeso.
Successivamente fu ricondotto in carcere, e qui si racconta che continuò a professare coraggiosamente la sua fede, rimanendo saldo nel suo amore per il Signore Gesù.Nei racconti del suo martirio si trova sempre la narrazione delle varie volte in cui fu arrestato e si aggiunge anche che fu costretto a camminare sui carboni ardenti. Ma neppure questo terribile supplizio riuscì a scalfire la fede di San Costanzo.
Il suo coraggio e la sua fede forte e perseverante non lasciarono indifferenti i suoi carcerieri e si verificò un evento di grazia: i suoi persecutori si convertirono. Pentiti e convertiti, lo aiutarono a fuggire. Così riuscì a rifugiarsi presso la casa di un cristiano di nome Anastasio. L’uomo rischiò la vita per lui e insieme furono arrestati. Imprigionato nuovamente fu poi portato alla morte e morì per decapitazione nella città di Foligno. Era circa l’anno 178.
Il culto e la tradizione
La salma di San Costanzo fece poi ritorno a Perugia dove trovò riposo in quella che sarà poi la prima Cattedrale di Perugia, fuori le porte di San Pietro, un luogo detto appunto “Areola fuori Porta S. Pietro” e oggi conosciuta come chiesa di San Costanzo.
Il suo culto si diffuse ampiamente anche fuori dell’Umbria. Nel 1781 fu fatta una ricognizione delle sue reliquie e nel 1825, con grande solennità, avvenne la traslazione delle stesse che furono portate dal vecchio al nuovo altare, sempre all’interno attuale chiesa di S. Costanzo.
Secondo una tradizione locale, l’immagine di san Costanzo lascia un particolare segno alle ragazze in cerca di marito che si recano sulla sua tomba a rendergli omaggio nel giorno della sua festa.







