Definito Doctor Angelicus per la sua alta sapienza teologica, san Tommaso d’Aquino è un pilastro della formulazione dottrinale cattolica.

È tra i più eccelsi teologi di tutti i tempi: San Tommaso d’Aquino, che si ricorda oggi 28 gennaio, ha dato un importantissimo contributo alla teologia cattolica. Gli è stato dato l’appellativo di Doctor Angelicus proprio a sottolineare l’elevata caratura del suo pensiero.
Filosofo e teologo scolastico, è considerato un pilastro della Chiesa in quanto ha saputo mirabilmente armonizzare la fede cristiana con la ragione aristotelica. La sua sintesi del pensiero classico con la teologia cristiana ha dato vita al cosiddetto Tomismo.
Santo di oggi 28 gennaio: San Tommaso d’Aquino, pilastro della teologia cattolica, è stato il grande Doctor Angelicus
Nato nel 1225, dai Conti d’Aquino nel castello di Roccasecca, non lontano da Montecassino a 5 anni fu portato tra i “pueri oblati” in monastero: il suo destino sarebbe stato per volontà paterna non solo diventare un monaco di san Benedetto, ma anche abate, per dare onore alla sua famiglia che era nobile e ricca.
A 18 anni uscì dal monastero e tornò in famiglia per iscriversi all’università di Napoli, a studiare filosofia. In lui c’era la vocazione alla vita religiosa, ma a quella domenicana. C’era però il problema che lui era nobile, mentre l’Ordine di san Domenico, come quello di san Francesco, erano ordini mendicanti e non visti di buon grado dalle famiglie nobili per farvi accedere i loro figli.
Così i genitori cercarono di impedire a Tommaso di seguire questa vocazione. Lui fuggì verso Parigi, dove lo attendevano i maestri e iconfratelli domenicani, ma i suoi fratello lo inseguirono e si rifugiò presso una cappella a Montefiascone. Riuscì poi a reggiungere i domenicani ed entrare nell’Ordine.
Il “bue muto” tanto sapiente
Era definito il “bue muto” per il suo carattere estremamente taciturno e riservato. Conduceva una vita di preghiera, di meditazione e di studio tutta incentrata in Gesù. Si impegnava a confutare gli errori insidiosi, le tendenze pericolose, le dottrine accondiscendenti all’eresia che circolavano nella sua epoca. Poco più che ventenne, Tommaso fu ordinato sacerdote.
Prima a Parigi e poi a Colonia, dove c’era un fiorente Studium generale studiò sotto la direzione di colui che sarebbe diventato sant’Alberto Magno e che per lui fu maestro in teologia, ma era ritenuto sapiente in tutti i campi del sapere.
Percorse i tre gradi della carriera accademica: baccelliere biblico, baccelliere sentenziario e maestro. Fece amicizia con san Bonaventura da Bagnoregio, divenne direttore del collegio di San Giacomo, uno dei due collegi domenicani dell’ateneo.
Dal 1252 al 1259 ci fu un primo periodo di insegnamento della teologia a Parigi. In questo periodo, scrisse il De ente ed essentia e lo Scriptum super sententias, la sua prima summa o compendio di conoscenza.Tra il 1259 e il 1268 fu nuovamente in Italia, impegnato nell’insegnamento e negli scritti teologici: insegnò prima a Napoli in un convento domenicano di Orvieto.
Le grandi opere teologiche
Dal 1258 iniziò a scrivere una delle sue opere più importanti, la Summa contra gentiles che terminò diversi anni dopo insieme alla Expositio super Iob ad litteram. Tra il 1265 e il 1268 soggiornò a Roma e qui scrisse l’inizio della Summa Theologiae. Compilò numerosi altri scritti su varie questioni economiche, canoniche e morali. Durante questo periodo, ebbe l’opportunità di lavorare con la corte papale.
San Tommaso sostenne una conciliazione di ragione e fede entrambe derivanti da Dio, e tra di esse la ragione aiuta a comprendere le verità della fede. Formulò 5 vie per per dimostrare l’esistenza di Dio tramite la ragione (es. via del movimento, della causalità).
La Summa contra gentiles, opera apologetica e filosofica, fu ideata per difendere la verità della fede cattolica contro le critiche di non cristiani. L’opera, strutturata in quattro libri, usa la ragione naturale e la filosofia aristotelica per dimostrare i fondamenti della fede, distinguendo tra verità accessibili alla ragione (libri I-III) e verità rivelate (libro IV).
La Summa Theologiae divenne il più celebre trattato di teologia medievale, un manuale sistematico per lo studio della fede crisitana. Strutturata in tre parti, fonde teologia, Bibbia e filosofia aristotelica, analizzando l’esistenza di Dio, la creazione e la salvezza. San Tommaso morì il 7 marzo 1274 a 49 anni.
Canonizzato nel 1323, fu proclamato Dottore della Chiesa nel 1567. La memoria liturgica è fissata al 28 gennaio, data della traslazione del suo corpo avvenuta nel 1369. Le sue reliquie sono venerate in vari luoghi, a motivodei trasferimenti parziali dei suoi resti. Inizialmente fu sepolto nella chiesa dell’abbazia di Fossanova, poi parti del suo corpo furono smembrate e trasferite e sono venerate a Fossanova, nel Duomo di Priverno, nella chiesa di Saint-Sermain a Tolosa in Francia.







