Amava l’Eucaristia, aiutava chi era in difficoltà e viveva la fede con la semplicità di un ragazzo della sua età. San Carlo Acutis continua a parlare ai giovani e agli adulti, mostrando che la santità può fiorire anche nella vita di tutti i giorni.

Oggi 12 ottobre ricorre per la prima volta la memoria liturgica di San Carlo Acutis, commemorato come Santo, dopo la sua canonizzazione avvenuta il 7 settembre 2025. La venerazione verso di lui è in continua crescita e ricopre ogni parte del mondo.
Il giovane, per cui si chiede anche il titolo di “patrono di Internet”, è modello per i giovanissimi e non solo. I fedeli che si rivolgono a lui sono di ogni età e colpisce la sua adesione così totale a Cristo vissuta nella semplicità di una quotidianità all’apparenza normale.
San Carlo Acutis: l’infanzia e la scoperta della fede
Nasce a Londra il 3 maggio 1991 da Antonia Salzano e Andrea Acutis: i genitori, provenienti da famiglie benestanti del centro-nord Italia erano in Inghilterra per lavoro in quel periodo. Riceve il Battesimo nella chiesa inglese di Our Lady of Dolours della città e dopo qualche tempo la famiglia fa ritorno in Italia.

Il bambino cresce a Milano, ma ha molto legame anche con Assisi, dove si trova una residenza dei nonni. I genitori non sono praticanti e non insegnano al figlio la fede. I primi insegnamenti Carlo li riceve dalla tata Beata, una ragazza polacca che gli fa da babysitter.
A tre anni dimostra già una spiccata attenzione verso ciò che è sacro. Quando la tata lo fa entrare in una chiesa, ha voglia di tornarci sempre e mostra molto interesse per Gesù e la Madonna. La prima preghiera che inmpara è l’Angelo di Dio in polacco.
A 7 anni riceve la Prima Comunione e da quel momento, era il 16 giugno 1998, San Carlo Acutis iniziò a partecipare alla Santa Messa tutti i giorni, quando gli impegni glielo permettevano. Negli anni a seguire la sua vita cristiana è un crescendo. Unirà alla Messa, la recita quotidiana del Santo Rosario e un tempo di adorazione eucaristica davanti al tabernacolo.
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«Non io, ma Dio»: la fede al centro della sua vita
Nella vita semplice e normale di un ragazzino preadolescente e poi adolescente, Carlo si differenzia dal comune per le sue spiccate doti di carità che manifesta nei confronti di tutti, soprattutto di chi è più in difficoltà. Va dall’aiutare i compagni di scuola nei piccoli problemi al cercare di dar sollievo ai clochard comprandogli i sacchi a pelo per dormire o altri beni di prima necessità.
Al centro della sua vita mette Dio e una delle sue frasi più tipiche era “non io, ma Dio” come bussola del suo orientarsi. La partecipazione quotidiana alla Comunione eucaristica, a cui faceva seguito l’adorazione e la Confessione frequente sono i pilastri della sua spiritualità. “L’Eucarestia è la mia autostrada verso il Cielo“, diceva, comprendendo con una straordinaria profondità ciò che molti non comprendono in una lunga vita.
È socievole e ha tanti amici, risulta simpatico, ama gli animali, soprattutto i cani e ne ha vari. Insieme agli amici registra video in cui fa delle sceneggiature comiche con i suoi amici a quattro zampe come protagonisti. Si appassiona di informatica e in modo sorprendentemente precoce utilizza il computer egregiamente. Fa una approfondita ricerca e realizza una mostra sui miracoli eucaristici avvenuti nel corso della storia e riconosciuti dalla Chiesa. La mostra è oggi consultabile online e spesso ospitata in vari luoghi fisici.
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La malattia e la morte di Carlo Acutis a soli 15 anni
È giovanissimo e in salute, ma nell’ottobre del 2006 si ammala improvvisamente. Gli viene diagnosticata una leucemia fulminante che lo porta via nel giro di pochissimi giorni, il 12 ottobre. Un po’ di tempo prima registra un video in cui afferma sorridente : “Quando peserò 70 chili, sono destinato a morire” , esattamente come è poi accaduto.
Prima di morire offre le sue sofferenze “per il Papa, per la Chiesa, per non fare il Purgatorio e andare dritto in Paradiso“. Carlo ha indicato la via per la santità vissuta nell’ordinario mettendo al centro il Signore. Non conformarsi al mondo, ma andare controcorrente perché, come diceva: Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”.
Il suo invito era a guardare a Gesù e a vederlo presente nell’Eucarestia, perché “se ci si mette di fronte al sole ci si abbronza, quando ci si mette di fronte a Gesù Eucarestia si diventa santi“. Era forte anche la sua devozione mariana: della Madonna diceva “Maria è l’unica donna della mia vita“.
Le sue spoglie riposano nel Santuario della Spogliazione, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, ad Assisi. Sono numerosi i miracoli attribuiti alla sua intercessione: due quelli che lo hanno portato, uno alla beatificazione, il 10 ottobre 2020 e uno alla canonizzazione, in cui è stato proclamato Santo da papa Leone XIV insieme a San Pier Giorgio Frassati.







