San Liborio di Le Mans, vescovo francese del IV secolo, è il protettore dei malati che soffrono di patologie renali. Già in vita aveva fama di essere un grande taumaturgo.

Il 9 aprile si ricorda san Liborio di Le Mans, anziano vescovo del IV secolo in Francia. Protegge coloro che sono affetti da malattie renali e durante la sua vita era considerato un taumaturgo.
Secondo alcune fonti il suo ministero epoiscopale durò davvero molto a lungo, per ben 49 anni. Le date, tuttavia, sono incerte, e la sua nascita viene fatta risalire al 320 mentre la sua morte al 397.
Santo di oggi 9 aprile: San Liborio di Le Mans, vescovo taumaturgo che evangelizzò la Gallia
Non sono molte le informazioni che ci giungono relativamente a questo santo. Si sa però che durante la sua lunga attività episcopale fece costruire alcune chiese nei dintorni di Le Mans. Ma non solo: svolse un’intensa opera di evangelizzazione che si limitava però alla Gallia del suo tempo.
La tradizione ci consegna una figura dedita ad opere di carità e di attenzione verso gli ultimi, poveri ed emarginati. Proprio per questa sua attenzione molto probabilmente è stato poi associato alle guarigioni e alla salute del corpo oltre quelle interiori, alle numerose conversioni che evidentemente generà con la sua trasmissione della fede.
Si dice di lui che abbia ordinato 217 sacerdoti e 186 diaconi, e questo dimostra la sua propensione alla evangelizzazione e il suo intento di rafforzare la Chiesa quanto più gli fosse possibile.
Protettore dalle malattie renali
Il motivo per cui san Liborio è considerato il protettore dalle patologie renali si riferisce ad un miracolo. Sembra, infatti, che abbia guarito qualche fedele da una malattia ai reni facendogli espellere i calcoli renali.
Per questo l’arte lo ha spesso raffigurato come un anziano vescovo barbuto mentre regge un libro su cui sono appoggiate piccole pietre, che simboleggiano, appunto, i calcoli renali.
Tra le scarsissime notizie sulla sua vita si sa però anche che in punto di morte fu assistito da san Martino di Tours. Morì il 23 luglio del 397. Fu sepolto nella basilica apostolica di Le Mans a fianco del suo predecessore, san Giuliano di Le Mans.
Si narra che avvennero alcuni miracoli presso la sua tomba. Poi, molti secoli dopo, nell’anno 835 il vescovo Aldrich pose le reliquie del suo corpo nell’altare della cattedrale di Le Mans.
L’anno seguente, su istruzioni dell’imperatore Ludovico il Pio le stesse furono inviate alla diocesi di Paderborn e un pavone accompagnò la processione per tutto il suo tragitto come segno di misteriosa presenza che richiama la Pasqua.
Per quanto riguarda il riconoscimento della sua santità, pur essendoci stato di fatto, non risultava fino al 1702 qunado fu inserito nel Calendario romano, inizialmente al 23 luglio, il giorno del suo dies natalis, insieme a sant’ Apollinare di Ravenna.
È dal 2001 che il Martirologio Romano ha spostato la sua memoria liturgica al 9 aprile. Il pavone insieme ai sassi sono i due simboli iconografici che meglio lo rappresentano. Il suo culto dalla Francia si è poi diffuso anche in Spagna, Germania e Italia, in particolare con il legame ad alcune casate nobiliari.







