La Serva di Dio Luisa Piccarreta è stata una mistica dalla vita straordinaria. Ha vissuto l’unione con la Divina Volontà indicando come fondersi in essa.

Si ricorda, oggi, 4 marzo, nell’anniversario del suo dies natalis, la Serva di Dio Luisa Piccarreta, mistica e terziaria domenicana. La sua spiritualità è incentrata sul vivere nella Divina Volontà ed indica come sia possibile che questo si realizzi.
Nasce il 23 aprile 1865 a Corato, in provincia di Baria, in una famiglia contadina, come quarta di 8 figlie. Fin da quando riceve la Prima Comunione e la Cresima manifesta un’intensa vicinanza al Signore e trascorre ore in preghiera.
Santo di oggi 4 marzo: Serva di Dio Luisa Piccarreta, la vita nella profonda unione con la Divina Volontà
A 13 anni sente di doversi immergere nella Passione di Gesù, e comincia a meditarla ogni giorno. In quel periodo ha anche una visione di Gesù mentre viene portato alla crocifissione che le chiede aiuto. Ha inizio così per lei un lungo periodo di sofferenza e riceve anche delle vessazioni demoniache.
Si unisce alle “Figlie di Maria”, una Congregazione laicale. Intorno ai 17 anni manifesta uno stato di sofferenza che aumenta sempre di più fino a portarla alla perdita dei sensi. A seguito di questo il suo corpo rimane come impietrito. Ha delle visioni in cui Gesù la sceglie come vittima di espiazione dei peccati.
Questi malesseri, che sono sempre più frequenti, la costringono a letto. I medici non trovano soluzioni e indicano di chiamare un sacerdote. Quando questo impartisce la benedizione sacerdotale l’impietrimento sparisce e il suo corpo torna alla normalità.
La sofferenza mistica
Sarà così per vari anni: ogni notte avviene questo fenomeno e solo la benedizione del sacerdote la fa tornare in sé. Trascorrerà i seguenti 60 anni della sua vita a letto, seduta, con stati di profonda sofferenza mistica, interiore e fisica.
Non riesce neanche a nutrirsi normalmente: dopo aver mangiato inspiegabilmente vomita il cibo, che non appare putrido o maeodorante. Le viene assegnato un confessore che possa seguirla costantemente, e nel corso degli anni sono diversi i confessori che si susseguono.
Dal 1887 con il consenso del confessore, Luisa accetta di restare completamente allettata, e si offre come “vittima volontaria”. Tra i fenomeni mistici, oltre alle continue visioni di Gesù vive più volte, in diverse occasioni,vive lo sposalizio mistico, riceve le stigmate invisibili e il dono di poter percepire sensibilmente la “inabitazione” delle tre Divine Persone nella sua anima.
Gli scritti
Dal 1899 al 1838 per obbedienza al confessore che glielo ordina, Luisa mette per iscritto ciò che accade nel suo animo. Comporrà oltre 10 mila pagine, in un Diario spirituale che consta di 36 volumi, noti con il titolo di Libro di Cielo.
Questi manoscritti, contengono i dialoghi con Gesù e le rivelazioni sul vivere nella Divina Volontà. Scrive poi anche Le Ore della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Si tratta di meditazioni dettagliate sulle ultime ore di vita di Gesù, scritto per riparare i peccati.
Tra le sue opere c’è anche l’ L’Orologio della Passione: una preghiera che ripercorre le ore della passione per fare compagnia a Gesù e La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontàche è un percorso mariano di 31 giorni per imparare a vivere nel volere divino.
Tra ciò che ha scritto, risultano anche le Memorie di infanzia,ovvero il manoscritto originale in cui racconta la sua vita e le Lettere che costituiscono la corrispondenza spirituale con sant’Annibale Maria di Francia, che per un periodo fu il suo confessore e che si adoperò per far conoscere la sua spiritualità.
Il Regno della Divina Volontà
Dalle visioni mistiche di Luisa Piccarreta emerge la spiritualità volta a mostrare il Regno della Divina Volontà. Si tratta di un dono spirituale che mira a stabilire la volontà di Dio nell’animo umano, permettendo di vivere in una perfetta unità con Dio.
È un dono che unisce la volontà divina a quella umana trasformando ogni atto in un atto d’amore di Dio. Non è solo fare la volontà di Dio, ma lasciare che la Volontà Divina viva e agisca dentro la creatura, sostituendo la propria volontà con quella di Dio.
Vivere nel Volere Divino significa fondersi nella Volontà di Dio, lasciando che i propri atti (pensieri, parole, azioni) siano compiuti da Dio stesso nell’anima. Questo dono trasforma l’anima in un’ostia vivente.
Luisa Piccarreta muore il 4 marzo 1947 dopo una forte polmonite, ma il suo corpo non subisce la rigidità cadaverica. Nel 1994 viene aperta la causa di beatificazione la cui prima fase, l’inchiesta diocesana si è conclusa nel 2005.







