Oggi 25 febbraio, San Gerlando: il potente protettore dalle calamità naturali

San Gerlando fu un vescovo che operò in Sicilia e lì è motlo venerato e invocato affinché interceda e fornisca protezione dalle calamità naturali.

San Gerlando
San Gerlando – lalucedimaria.it

La Chiesa ricorda oggi, 25 febbraio, la figura di San Gerlando, vescoco di Agrigento che visse alla fine dell’XI secolo. Popolare nella devozione siciliana. Era di origini franco-normanne, si sa che nacque a Besancon intorno al 1030 – 1040 e apparteneva alla popolazione celtica allobroga.

Era parente del gran conte di Sicilia Ruggero I degli Altavilla. Nonostante le notizie su di lui non siano molte è certo che fu uomo di grande carità, erudito nelle sacre discipline.

Santo di oggi 25 febbraio: San Gerlando di Agrigento, il vescovo venerato in Sicilia

San Gerlando fu nominato da Ruggero in qualità di primicerio della ‘Schola cantorum’ della chiesa di Mileto, in provincia di Catanzaro. Dopo che la città di Agrigento fu liberata dall’occupazione araba nel 1086 e la gerarchia ecclesiastica fu nuovamente ristabilita in Sicilia toccò a lui la sede episcopale ricevendo la consacrazione dal papa Urbano II.

Mentre tornava da Roma in Sicilia si narra che si fermò presso Bagnara calabra, in provincia di Reggio Calabria, e predisse al priore del locale monastero Drogone chi sarebbe stato suo successore. Era quindi evidentemente dotato di doni soprannaturali.

Come vescovo di Agrigento la sua opera si concentrò principalmente sulla riorganizzazione della diocesi, che dopo l’occupazione musulmana, che era durata dall’829 al 1086, aveva ormai ben pochi cristiani. Dedicò alla Madonna e a S. Giacomo la cattedrale e l’episcopio.

Vescovo saggio e magnanimo

Tra le sue opere si occupò di far fortificare il castello di Agrigento e prese parte al convegno di Mazara del 1098 in cui il gran conte Ruggero I e i vescovi della Sicilia si accordarono per la ripartizione delle decime.

Era un vescovo saggio e magnanimo, la sua fede era forte e la trasmetteva in modo efficace tanto che generava molte conversioni, anche eccellenti. È il caso del  signore arabo Chamud, chiamato poi Ruggero Achmet.che si convertì tramite lui e fu da lui battezzato.

Il suo ministero episcopale durò per 12 anni fino a quando morì il 25 febbraio 1100. Successivamente alla sua morte i suoi resti furono oggetto di diverse ricognizioni e furono traslati da una parte all’altra nel periodo che va dal 1159 al 1264.

Il culto ebbe un forte impulso nel Cinquecento quando il vescovo del tempo per lui che era patrono della città di Agrigento organizzò solenni festeggiamenti. Come riportano gli  annali storici agrigentini, a queste feste presero parte un elevato numero di confratelli e confraternite.

Invocato in caso di calamità naturali

Il Santo viene invocato a difesa dalle calamità naturali.  L’ espressione tipica con cui in Sicilia lo si invoca è “San Giullannu senza ddannu” cioè “San Gerlando difendici dal danno o dai danni“, e per danni sono intesi gli eventi  quali tempeste, o anche solo fulmini e tuoni.

Nel 1630 ebbe luogo l’ultima traslazione del suo corpo e i suoi resti mortali furono posti in una artistica e imponente arca d’argento sbalzato. Ancora oggi si trovano custoditi all’interno della cappella della cattedrale.

Anticamente si commemorava la traslazione con celebrazioni di  grande solennità che vedevano la partecipazione di tutta la diocesi, mentre oggi il culto si è decisamente ridotto quanto a manifestazioni pubbliche rimanendo per lo più privato.

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