Oggi 2 maggio: Sant’Atanasio, leone della fede contro la deriva eretica

Sant’Atanasio fu un vero e proprio leone della fede: lottò tutta la sua vita contro l’eresia che stava crescendo e non si tirò mai indietro nel combattere il demonio. 

Sant'Atanasio
Sant’Atanasio – photo web source

Anastasio visse infatti in un’epoca in cui la crisi della fede era grande e bussava alle porte. La Dottrina cattolica era infatti fortemente minacciata dall’eresia ariana, e un po’ come nei tempi in cui viviamo la fede rischiava di essere messa da parte per inseguire le velleità del mondo.

Non si piegò mai alla deriva e difese la fede in Cristo

Anastasio tuttavia non si piegò mai a questa triste deriva da giovane vescovo di Alessandria d’Egitto. In certi momenti della sua vita rimase praticamente solo nel lottare contro le demoniache mistificazioni del mondo, e difese con tutto sé stesso la purezza della Dottrina cattolico. Per molto tempo dopo di lui il dibattito sul cristianesimo diventò una sorta di scontro tra chi era con Sant’Anastasio e chi era contro di lui. 

Anastasio nacque ad Alessandria nel 295 e nel 325 presenziò al celebre Concilio di Nicea, in cui venne solennemente proclamata la Fede nella Divinità di Cristo in quanto consustanziale al Padre. I 46 anni in cui fu vescovo furono molto duri a causa della lotta contro gli ariani, che rifiutavano quanto stabilito dal Concilio di Nicea ma allo stesso tempo rifiutavano ogni scontro dogmatico, perché sapevano di essere nel torno e che non ce l’avrebbero mai fatta a spuntarla.

La strategia degli avversari e la risposta gloriosa di Anastasio

La loro strategia era quindi quella di mistificare la sostanza delle affermazioni, e ad attaccare sul piano personale i loro avversari, con la calunnia. Per questo sant’Atanasio fu accusato delle più grandi nefandezze, ma non cedette mai. Dissero che aveva rubato, ucciso, persino violentato una donna. L’obiettivo degli ariani era quello di sostituire quanto deciso dal Concilio di Nicea con una definizione più vaga, homoousion con homoiousion.

Vale a dire, non “della stessa sostanza” ma “simile in essenza”. Ci furono persino molti vescovi che stavano quasi per lasciarsi convincere da questo triste compromesso terminologico, ma non Atanasio, che resistette sempre fermo come un leone sulla via della retta dottrina. Sapeva che il suo dovere era quello di difendere le anime e non si piegò ad alcun cedimento.

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“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo”, erano le sue parole durissime contro i suoi nemici che tentavano di svilire e cancellare la vera essenza della fede in Gesù. “Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portate il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.

Giovanni Bernardi

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