San Claudio de la Colombière fu il direttore spirituale di santa Margherita Maria Alacoque e la guidò e sostenne nella diffusione del culto al Sacro Cuore di Gesù.

Oggi. 15 febbraio si ricorda san Claudio de la Colombière, figura chiave nella diffusione del culto al Sacro Cuore di Gesù. Sacerdote gesuita, fu per lungo tempo il direttore spirituale di santa Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial e la sostenne nella sua missione di diffondere la devozione.
Nacque il 2 febbraio 1641 a San Symphorien d’Ozon come terzo figlio di un notaio. Studiò prima a Vienna e poi a Lione e a 17 anni entrò nel Noviziato di Avignone della Compagnia di Gesù, dove termina il corso di filosofia.
Santo di oggi 15 febbraio: San Claudio de la Colombière, apostolo del Sacro Cuore insieme a santa Margherita Maria Alacoque
A 25 anni andò a studiare teologia nel celebre collegio di Clermont. Diventato sacerdote divenne poi un professore e un predicatore ed anche precettore dei figli di Colbert, ministro delle finanze del re di Francia.
Nel 1675 venne nominato come Superiore della comunità dei Gesuiti di Paray-le-Monyal. Lì, presso il monastero della Visitazione c’era suor Marghierita Maria Alacoque che stava avendo le rivelazioni private sul Sacro Cuore di Gesù.
Il Signore le aveva annunciato che le avrebbe mandato in aiuto un “servo fedele e amico perfetto” e questo fu proprio lui. Divenne il suo direttore spirituale e la aiutò a realizzare la missione per la quale era stata destinata: manifestare al mondo le immense ricchezze del Sacro Cuore di Gesù.
Una guida sicura e un saggio consigliere
Dopo i primi incontri con la santa suora che gli rivelò le sue visioni e locuzioni interiori lui le credette e approvò pienamente il suo operato. La orientò e la sostenne a portare avanti la missione a cui era stata chiamata. Le ordinò anche di scrivere tutto ciò che proveniva dalle sue visioni.
Come si evince dai suoi appunti spirituali, Claudio de la Colombière si votò al Sacro Cuore di Gesù senza riserve. Così ne proponeva il culto per sviluppare l’adorazione alla persona di Cristo anche nella sua umanità, e portare l’attenzione al suo amore infinito, simboleggiato da sempre nel cuore.
A Paray-le-Monial il santo fu anche preziosa guida per tanti cattolici che si trovavano molto disorientati dai contrasti che c’erano e dalle varie dispute con i giansenisti. Poco tempo dopo, però, nel 1674, venne mandato a Londra in qualità di cappellano di Maria Beatrice d’Este, moglie di Giacomo II, duca di York e futuro re.
Anche lì rappresentò una guida sicura, ma fu arrestato con l’accusa di voler restaurare la Chiesa cattolica in Inghilterra. All’epoca la Chiesa cattolica era fuori legge in Inghilterra.Si trovò a poter celebrare da solo in una piccola cappella, e doveva farsi vedere poco in giro.
Il messaggio di Gesù per San Claudio de la Colombière
Riceveva però visite clandestine di cattolici che cercavano conforto e di suore e preti che erano stati costretti a lasciare i loro ruoli. Lui li confortava e li incoraggiava. Nonostante la sua discrezione venne espulso dal Paese e fece ritorno a Paray-le-Monial, dove morì solo tre mesi dopo, il 15 febbraio 1682, a soli 41 anni.
Prima di morire ricevette un biglietto da santa Margherita Maria che gli diceva: “Il Signore mi ha detto che vuole il sacrificio della vostra vita qui“. Verrà canonizzato solo diversi secoli dopo, nel 1994 da san Giovanni Paolo II che lo definisce “maestro di illuminata spiritualità”, che Dio stesso aveva scelto per far conoscere “le imperscrutabili ricchezze” del Cuore di Cristo.







