Sant’Ignazio di Loyola: I tre gradi che portano alla vera umiltà

 

Secondo Íñigo López de Loyola, meglio conosciuto come Ignazio di Loyola, religioso vissuto a cavallo tra il XV ed il XVI secolo e fondatore della Compagnia di Gesù, proclamato post mortem Santo da Papa Gregorio XV nel 1622, esistono tre tipologia di umiltà tutte necessarie a giungere alla salvezza eterna ma di tre gradi diversi.

Il primo tipo di umiltà ci permette di non subire la dannazione eterna e consiste nel prostrarsi ed umiliarsi il più possibile per obbedire alla legge di Dio, di modo che anche se dovessimo diventare padroni di tutte le realtà terrene riusciremmo in ogni caso a non disobbedire ad alcun comandamento che sia esso umano o divino.

Il secondo tipo di umiltà che il Santo definisce ”Più perfetto del primo” consiste nell’avere un umiltà tale che permetta di non desiderare la ricchezza piuttosto che la povertà, di ricercare l’onore e non il disonore, di desiderare una vita lunga che non si discosti mai dall’obbedienza alla legge divina e che miri alla salvezza dell’anima. Infine che non ci si abbassi a commettere peccati veniali nemmeno per tutte le cose esistenti al mondo.

Il terzo ed ultimo grado di umiltà è il più perfetto di tutti e consiste nel possedere i primi due gradi di umiltà e nel porre la lode e la gloria della divina Maestà allo stesso livello. Per fare questo, diceva Sant’Ignazio, bisogna tenere presenti tutti gli insegnamenti di Cristo ed essere il più vicino possibile al suo stile di vita: scegliere la povertà invece che la ricchezza, non ricercare gli onori ma le umiliazioni e preferire di essere considerato un pazzo piuttosto che un saggio.