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Invochiamo i Santi che furono provati dal demonio, per poterlo combattere

Come i Santi combattevano il demonio?

Molti Santi hanno avuto modo di combattere contro il maligno, che si palesava nelle loro visioni.

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Tanti Santi hanno potuto avere delle “anticipazioni” di quello che sarebbe stato l’Inferno, per coloro che sarebbero morti, lontano dalla grazia di Dio.
Santa Gemma Galgani, ad esempio, proprio per questo motivo, è “chiamata in causa” dai sacerdoti esorcisti.
Lei fu duramente provata dal demonio. Ecco cosa diceva: “Ieri pomeriggio ha cercato di uccidermi, e ci sarebbe riuscito, se Gesù non fosse venuto in mio soccorso. Ero terrorizzata e mantenevo l’immagine di Gesù nella mia mente, ma non potevo pronunciare il suo nome”.

Come raccontò il suo padre spirituale: “Ogni volta che il diavolo attaccava Gemma con visioni demoniache, ripeteva le parole: Viva Gesù! Beati Gesù e Maria!”.

Anche Santa Teresa d’Avila ebbe modo di conoscere in mondo demoniaco: “Un giorno, mentre ero in preghiera, improvvisamente mi sono trovata all’inferno. Mi resi conto che il Signore voleva che guardassi dove conduce una vita di peccato. (…). L’ingresso dell’inferno sembrava un vicolo lungo e stretto o un forno basso e scuro. Il terreno era coperto di fango sporco che emetteva un fetore nocivo. C’era uno sciame di insetti disgustosi. C’era un piccolo buco, come un armadio sul muro alla fine del vicolo. Mi sono trovata bloccata in esso. Sono stato strangolata e soffocata.

L’angosciosa disperazione era così intensa che è impossibile trovare parole abbastanza forti per descriverlo. Sarebbe inopportuno dire che è come se l’anima fosse strappata spietatamente dal corpo. La verità è che l’anima stessa si stava lacerando”.

Il demonio attaccava anche Padre Pio

Sappiamo dai racconti dei suoi confratelli che Padre Pio, spesso di notte, aveva a che fare con quella forza occulta e malefica: “Non so cosa mi succederà. So solo una cosa, certo, che il Signore non mancherà mai alle sue promesse. Gesù mi dice continuamente: “Voglio che la tua anima sia purificata e testata da un martirio quotidiano nascosto. Non aver paura, se permetto al diavolo di tormentarti, il mondo disgusta te e i tuoi cari ti affliggono. Ma nulla prevarrà contro coloro che gemono sotto la croce per amore mio e di quelli che ho preso per proteggere”.

Anche il padre spirituale di Padre Pio ci ha spiegato ciò che il Santo scrisse nelle lettere a lui inviate, in merito al combattimento contro satana: “L’intervento dello sfortunato, cioè del diavolo, nel cammino spirituale di Padre Pio è qualcosa che disturba a prima vista. E’ un duello mortale in cui non c’è tregua, non mancano colpi tra l’anima e i suoi nemici implacabili. Innumerevoli sono le trappole, i continui attacchi atroci, le tentazioni. Elenchiamo qui la lunga serie di epiteti usati da Padre Pio con beffarda ironia, e non senza un tocco di umorismo, nel trattamento o nella descrizione dei tuoi avversari.

Questi sono gli epiteti trovati nella sua corrispondenza, tra il gennaio 1911 e il settembre 1915, dopo di che cessano e non riappaiono mai: baffuto, l’orco, furfante, spirito maligno, misera sporca bestia, infelici sfortunati, brutte facce, spiriti maligni, questi mascalzoni, spirito maligno, orribile bestia, spiriti maledetti, apostata infame, apostati impuri, bestie ululanti, ingannatore, il male, principe dell’oscurità”.

San Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’Ars, usava chiamare il demonio “grappin”, ossia “cimentarsi”. L’abate ed esorcista Sandreau, scrisse di questo Santo e dei suoi combattimenti: “Il demonio attacca tutti gli uomini, tentandoli. Nessuno può scappare ai suoi attacchi. Queste sono le sue opere ordinarie. In altri casi molto rari, i demoni rivelano la loro presenza con vessazioni moleste che sono molto terribili e dolorose.
Spesso causano molto rumore, si muovono, cadono e a volte rompono oggetti.

Questa si chiama infestazione, perché l’individuo si vede infettato fisicamente per la possessione e spiritualmente, perché i demoni devastano la coscienza del posseduto.
Ha pagato il prezzo della santità, evocando l’agonia dello spirito del male che è stato sconfitto dal Santo, sopportando una processione di scontri esplosivi tra un enorme male e il più grande bene in un periodo di anni quasi identico alla vita di Cristo in terra”.

Antonella Sanicanti

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