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Opinioni e Approfondimenti

Coronavirus: a Cerveteri la polizia entra in Chiesa, ma non per pregare

Si è verificato nei giorni scorsi un brutto episodio. La polizia è entrata in chiesa interrompendo la Santa Messa, nonostante il parroco avesse preso tutte le dovute accortezze. Preghiamo perché non avvengano più vicende come questa.

Fedeli a Messa, polizia locale Cerveteri la interrompe (sourceweb)

Il fatto è accaduto a Cerveteri, comune situato nel Lazio poco distante da Roma, famoso per le sue bellissime necropoli etrusche. Precisamente a Marina di Cerveteri, nella parrocchia di San Francesco d’Assisi.

Il sacerdote non è riuscito a pronunciare la formula rituale, di fronte ai pochi fedeli presenti e seduti al di fuori dell’edificio. Gli uomini della polizia municipale sono entrati in chiesa proprio nel momento dell’Eucarestia, e hanno interrotto la celebrazione. Violando, secondo molti, i termini costituzionali del concordato tra Stato e Chiesa.

Le  autorità governative hanno diramato in questi giorni le indicazioni sul divieto di assembramenti ma spetta sempre alla Chiesa, ai vescovi e alla CEI, decidere quale modalità adottare per celebrare il culto in chiesa.

Fin dove può arrivare lo Stato?

Sarebbe infatti piuttosto bizzarro che lo Stato decidesse arbitrariamente se una preghiera o un’adorazione eucaristica siano migliori o peggiori di una Messa. L’unico punto importante da rispettare è quello di evitare assembramenti di persone.  Adempiere a questo compito spetta dunque al parroco, che è responsabile della parrocchia. Quindi, se ignorantia legis non excusat, è giusto pensare che i due vigili hanno sbagliato.

La correttezza del sacerdote

I due funzionari della municipale hanno oltrepassato il limite di ciò che era loro consentito. Anche se vogliamo immaginare tutta che lo abbiano commesso per leggerezza, animati dall’idea di tutelare la salute pubblica, non in malafede.

Purtroppo, però il gesto rimane. È l’eccesso di zelo che li ha portati ad interrompere una celebrazione che non violava le indicazioni? Questo è ancora da capire. I fedeli infatti si trovavano fuori dalla Chiesa. L’altare era addirittura posto davanti all’entrata ad impedirne l’accesso. Il sacerdote,  con il giusto discernimento pastorale aveva dunque preso tutte le misure richieste.

La non chiarezza che porta agli errori

La situazione è sicuramente conseguenza della mancata chiarezza su alcuni comportamenti che erano tipici del nostro quotidiano. Non puoi uscire ma puoi fare una passeggiata all’aperto. Puoi portare fuori il cane ma non puoi andare a messa. La spesa è necessaria certamente: ma è necessario farla tutti giorni? Mai come in questo momento bisognerebbe esortare chi detta le regole a ricordare le parole di Gesù, nel Vangelo di Matteo 5, 37: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno“.

Perciò bisogna pregare il Signore affinché tali vicende non accadano più.

Che Gesù possa darci la pace che ci permette di perdonare i due uomini della polizia municipale. Nella speranza che simili episodi, che feriscono nel profondo la comunità cristiana e l’intero paese, non accadano mai più. Al dolore e alle difficoltà dovute dall’epidemia, non vogliamo aggiungere quella di vedere maltrattata la celebrazione dell’Eucarestia.

Giovanni Bernardi

Fonte: lanuovabq.it

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