Oggi 29 aprile: Santa Caterina da Siena e il suo sposalizio con Cristo

Santa Caterina da Siena è una delle figure più carismatiche della storia della cristianità. I suoi gesti e le sue lettera nascevano dall’unione profonda con Cristo. 

Santa Caterina da Siena
Santa Caterina da Siena – photo web source

Pensando a santa Caterina da Siena vengono subito in mente le incredibili attività di questa santa, che dalla sua stanza di clausura fu capace di influenzare l’andamento di un’intera epoca storica, fondate su tre aspetti centrali per questa mistica.

La totale appartenenza a Cristo di Caterina

La sua totale appartenenza a Cristo, la sapienza infusa, il suo coraggio. Non a caso i due simboli che caratterizzano l’iconografia cateriniana sono il libro e il giglio, vale a dire rispettivamente la rappresentazione della dottrina e della purezza.

Nel periodo storico in cui visse Caterina la sua terra, la Toscana, era al centro di un movimento di grande ricchezza spirituale e culturale, e basta pensare alla presenza di due figure come Giotto o Dante. Allo stesso tempo, però, erano tante le tensioni e lotte fratricide di carattere politico originate dalle discordie tra guelfi e ghibellini.

La vocazione che nacque quando ancora era molto piccola

Caterina nasce a Siena il 25 marzo 1347, ventiquattresima figlia delle venticinque messe al mondo dal tintore Jacopo Benincasa e Lapa di Puccio de’ Piacenti. Gesù le appare solamente a sei anni, vestito da Sommo Pontefice con tre corone sul capo ed un manto rosso, con accanto san Pietro, san Giovanni e san Paolo.

In quegli anni il Papa si trovava ad Avignone e la cristianità era minacciata dai movimenti ereticali. A sette anni fece voto di verginità, e le sue giornate sono costellate da preghiere, penitenze e digiuni. Fin da piccola Caterina intraprese la via della perfezione cristiana, riducendo cibo e sonno, abolendo la carne, nutrendosi di erbe crude e utilizzando il cilicio.

Le reticenze dei genitori contro la sua chiamata alla vita religiosa

I genitori avevano forti reticenze nei confronti della sua chiamata religiosa, e lei a dodici anni reagì con forza tagliandosi i capelli, coprendosi il capo con un velo e chiudendosi in casa. Un giorno il padre vide una colomba aleggiare sulla figlia in preghiera, e da allora per lui tutto cambiò.

Caterina si avvicinò alle letture sacre pur essendo analfabeta. Il Signore le fece il dono di saper leggere e imparò anche a scrivere. Nel 1367 si compiono le mistiche nozze: Caterina riceve da Gesù un anello adorno di rubini. Il loro rapporto diventa intimissimo e di intensa comunione, tanto da arrivare ad uno scambio fisico di cuore, con Cristo che ormai vive in lei.

La mistica comincia a scrivere lettere al Papa in nome di Dio

Così inizia anche la sua intensa attività caritatevole a vantaggio dei poveri, degli ammalati, dei carcerati, mentre vive una profonda sofferenza per il mondo, che vive disgregazione e peccato, pestilenze e carestie, guerre. Francia, Italia, Regno di Napoli, Gerusalemme, tutti vivono attacchi, lotte intestine, invasioni, lussurie.

La mistica comincia a scrivere lettere al Papa in nome di Dio, brucianti di amore che intesse cielo e terra, con uno stile unico che nasce da una necessità interiore scottante. Tra poesia e prosa i suoi sono appelli alle autorità con espressioni tonanti in cui invita alla virilità delle scelte e delle azioni, e con grande tenerezza allo stesso tempo.

Tutti i temi che Caterina affronta nella sue lettere

Il pensiero nasce dalla realtà fatta di bene e male, dove si passa per l’oscurità più profonda, per portare all’eterno attraverso la Causa di Cristo. La sua lotta con il demonio si condisce di levitazioni, estasi, bilocazioni, colloqui con Cristo, con cui il desiderio di fondersi totalmente è grande.

Caterina parla spesso della pacificazione dell’Italia, della necessità della crociata, del ritorno della sede pontificia a Roma e della riforma della Chiesa. Nel 1375 riceve le stimmate, e nel frattempo cerca di dissuadere i capi delle città di Pisa e Lucca dall’aderire alla Lega antipapale.

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L’anno seguente partì per Avignone, dove incontra Gregorio XI e lo persuade a rientrare a Roma. Il suo amore per Gesù, descritto da Caterina un amore pazzo, viene descritto come un ponte tra cielo e terra, mentre era grande il suo amore per i sacerdoti perché dispensatori, attraverso i Sacramenti e la Parola, della forza salvifica del Padre.

Giovanni Bernardi

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