San Giovanni Battista: ritrovata la reliquia autentica, ora esposta

In occasione della festa liturgica di San Giovanni Battista, si svolgerà un forte momento di preghiera, davanti alla sua reliquia.

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Reliquia San Giovanni Battista – photo web source

Nella Cattedrale di Firenze, infatti, si prega oggi davanti ad una reliquia, di recente, riconosciuta come autentica ed appartenete al Santo precursore di Gesù Cristo. Ma di che reliquia si tratta?

Firenze e la reliquia del Battista

Oggi, 24 giugno, festa liturgica della Natività di San Giovanni Battista, sarà ricordata anche a Firenze. Nella Cattedrale, infatti, viene esposta una preziosa reliquia, da poco identificata ed autentica. L’esposizione alla pubblica preghiera e venerazione, viene fatta nel giorno della Festa del Santo Patrono della città.

Una reliquia molto particolare, scoperta dal diacono della Cattedrale e vicedirettore dell’Ufficio Diocesano per l’Arte Sacra, Alessandro Bicchi. Si tratta di un osso del collo di San Giovanni Battista. Inizialmente, era custodito all’interno di un reliquiario, andato perduto o danneggiato e fuso, in seguito all’alluvione del 1557.

Come è stata ritrovata

Recuperato, è stato successivamente inserito all’interno di un altro reliquiario, quello di San Simeone lo stilita del XIV- XV secolo, insieme ad alti 11 frammenti ossei di altri santi.

L’osso del collo di San Giovanni

Per volere del Cardinale di Firenze, Betori, la reliquia è stata sottoposta a restauro ed è stata oggetto di un accurato studio mirato a certificarne l’autenticità. Lo studio ha, poi, riportato, la presenza delle iniziali del Santo, scritte in greco, con inchiostro nero e proprio sull’osso.

Insieme ad esso, anche una piccola iscrizione in greco antico incisa sul castone di argento, posto al vertice della vertebra. La scritta, tradotta in italiano, cita: “Reliquia San Giovanni Precursore”. E’ stato questo l’elemento definitivo, insieme alle lettere sull’osso stesso, per accertare la sua autenticità.

La reliquia offre al fedele la possibilità di entrare in contatto col Santo venerato e invocato, rendendo percepibile la misteriosa potenza del sacro” – spiega il diacono Bicchi.

Un momento di particolare intensità, preghiera e devozione, per uno dei Santi più amati e invocati della storia della Chiesa.

Fonte: acistampa

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ROSALIA GIGLIANO

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