Le parole di San Francesco ci invitano alla totale apertura all’ascolto e alla riflessione sulle critiche che riceviamo. L’accettazione della correzione può rappresentare una vera via della crescita interiore, una via che possiamo intraprendere come segno di maturità interiore.
La virtù della pazienza, dell’ascolto e dell’umiltà si pongono come centrali nel pensiero di San Francesco, che invita i fedeli ad assumere un atteggiamento ben preciso nei confronti del rimprovero e delle critiche. L’ascolto e la riflessione sulle critiche portano, secondo il suo insegnamento, direttamente alla pazienza. Questo è un tema importante da approfondire perché sebbene una critica altrui possa risultare dolorosa, è importante non rifiutarla o difendersi in modo immediato. È bene fermarsi a riflettere su quello che può essere il proprio errore e cogliere quanto di più positivo da quella critica. Al tema della pazienza, poi, si lega quello dell’umiltà. L’accettazione della critica non comporta, secondo il messaggio del Santo, un atteggiamento passivo, anzi. Il modo di porci di fronti alla correzione è quello di mostrare una forza interiore capace di non farci scalfire dal bisogno di giustificazione a tutti i costi.
Quello di San Francesco è un messaggio senza tempo. Questo ha un significato ben preciso: di fronte a una società dove l’individualismo prevale, il mettersi a disposizione di fronte all’errore commesso può risultare un passaggio di crescita fondamentale. Le parole del Santo in merito a questo tema sono di grande insegnamento. “Beato il servo che è disposto a sopportare cosi pazientemente da un altro la correzione, I’accusa e il rimprovero, come se li facesse da sé. Beato il servo che, rimproverato, di buon animo accetta, si sottomette con modestia, umilmente confessa e volentieri ripara. Beato il servo che non è veloce a scusarsi e umilmente sopporta la vergogna e la riprensione per un peccato, sebbene non abbia commesso colpa“.
La vita di San Francesco è stata contrassegnata, dal momento del suo abbandono dei beni materiali, dalla virtù dell’umiltà. Il santo si è immedesimato con anima e corpo con la virtù evangelica e questo è solo uno dei tanti insegnamenti che il Poverello d’Assisi ci lascia in eredità. Colui che pazientemente accetta e riflette sull’errore è colui che apre la sua strada verso il Signore.
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