Ecco la storia di come San Charbel si mostrò ad un medico, guarendolo da un male.
Qualche anno fa, un gruppo di libanesi cristiani, che ben conoscevano San Charbel, giunse a Roma, per distribuire immagini e notizie sul Santo.
Erano qui anche per conoscere la vita di alcuni Santi italiani e così, viaggiando per i paesi, arrivarono, per un momento di pausa, in un ristorante fuori Roma.
E, proprio li, non avrebbero mai pensato di ritrovare Charbel!
Uno di loro, infatti, vide, appesa al muro della sala da pranzo, una gigantesca immagine del loro Santo, che credevano (come, in realtà, è ancora) poco conosciuto in Italia.
Così, chiamò tutti gli altri del gruppo e, come lui, non poterono che rimanerne contenti e stupiti, come se il Santo li avesse condotti proprio in quel luogo, e probabilmente così era.
Chiesero, dunque, spiegazioni al proprietario del ristorante, in merito a quel quadro: volevano senz’altro sapere come San Charbel poteva essere arrivato alla periferia di Roma.
Il proprietario era un medico italiano in pensione che, ben 10 anni prima, si era ammalato di cancro. Essendo un dottore, sapeva benissimo cosa lo aspettasse; sapeva anche che, nello stadio della malattia in cui si trovava, non aveva alcuna speranza di sopravvivere.
Cominciò a pregare Dio, perché sapeva che, oramai, non gli restava che affidarsi al cielo, in attesa della sua fine.
Così, una notte, mentre dormiva, un Monaco, che lui non aveva mai visto, gli parò e gli disse: “La tua fede ti ha salvato”. Scoprì, poi, che quel Monaco era un Maronita: era proprio Charbel Makhlouf.
Il giorno dopo, il dottore volle verificare quanto annunciatogli in sogno. Andò in ospedale, per farsi fare tutti gli esami clinici del caso. Fu così che scoprì di non avere più alcuna metastasi in corpo.
Solo una settimana dopo, partì per il Libano con sua moglie; si recò alla tomba di San Charbel e lo ringraziò di vero cuore.
Antonella Sanicanti
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