San Charbel: Quelle cinque dita lasciate sul braccio di Raymond Nader

Raymond Nader, l’ingegnere elettromeccanico libanese molto devoto a San Charbel, aveva già avuto una straordinaria esperienza mistica, nell’eremo in cui il Santo aveva trascorso gli ultimi 23 anni della sua vita. Dopo una notte passata li, ricca di eventi particolari, il Santo aveva lasciato sul braccio del ragazzo il segno delle sue cinque dita, visibili tutt’ora come una bruciatura.

Ma anche in un’altra occasione ebbe testimonianza del fatto che il Santo gli stesse accanto ad ogni passo e che lo guidava, affidandogli, tra l’altro, il compito di propagare i suoi messaggi e far conoscere i suoi interventi.
Nel luglio del 1995, mentre si preparava alla festa di San Charbel, visitando il Monastero di San Marone (presso l’eremo che conosceva già benissimo per la passata esperienza) e assistendo alla processione dei monaci, ne scorse uno molto più vecchio degli altri.

Gli si avvicinò, come d’impulso, e, tutt’intorno, i suoni sembrarono ovattarsi. Non riusciva a sentire più rumori, né la gente o i canti e le preghiere. Sentiva solo la voce di quel monaco, che poi identificò con Charbel.
Gli aveva rivelato un importante messaggio: “Il Signore ha creato ogni essere umano, affinché risplenda, per illuminare il mondo; voi siete la luce del mondo. Ogni essere umano è una lanterna destinata a risplendere; il Signore ha provveduto che ogni lanterna disponga di vetri chiari e trasparenti, per permettere a questa luce di risplendere e di illuminare il mondo; ma la gente si cura del vetro, dimenticandosi della luce; si interessa dell’aspetto del vetro, lo colora e lo decora, finché esso diventa torbido, opaco, impedendo così alla luce di risplendere e di conseguenza il mondo è sprofondato nell’ignoranza. Il Signore vuole illuminare il mondo. I vostri vetri devono ridiventare trasparenti. Dovreste realizzare il proposito per il quale siete nati in questo mondo.”.

Un dolcissimo/amaro suggerimento, che pone l’accento sul male della nostra società: preoccuparsi del superfluo e degli averi, essere incapaci di tornare alle origini, al rapporto umano, al rispetto del cuore altrui. Come dice il Vangelo, “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.” e dovremmo fare in modo che tutti lo vedano, perché riprendano, insieme a noi, la via del Signore.