Oggi chiediamo a San Biagio di benedire la nostra gola

Oggi chiediamo a San Biagio di benedire la nostra gola
San Biagio

Oggi chiediamo a San Biagio di benedire la nostra gola.Il desiderio di conoscere la vita di uomini che prima di noi, in epoche lontanissime, hanno speso l’esistenza per seguire le orme di Cristo, per diffondere e testimoniare il messaggio del Vangelo, si scontra purtroppo con l’estrema difficoltà di trovare fonti storiche attendibili, risalenti a secoli e secoli fa.

Del Vescovo Biagio (316 ca., Armenia) si sa ben poco, appunto, le sue reliquie, durante un viaggio verso Roma, vennero dirottate a Maratea, in Basilicata, a causa di una tempesta.
Qui vennero ospitate e, in seguito, poste definitivamente, in una Basilica a lui dedicata.
Sia in oriente, che in occidente il suo culto si diffuse: era un medico ed aveva salvato un bambino da un soffocamento, causato da una lisca di pesce, fermatasi nella trachea; per questo è tuttora invocato per problemi alla gola.
Il rito della benedizione della gola, in cui si invoca l’intercessione di San Biagio facendo uso di due candele incrociate (benedette il giorno prima, durante la Candelora) o di olio benedetto, fa riferimento appunto a quell’episodio.

Il Vescovo Biagio fu anche martire, ma stranamente la sua morte risale a dopo l’editto del 313 d.C., dell’Imperatore Romano Costantino I, che consentiva ai cristiani di professare liberamente la fede.
La spiegazione di questo evento, che mostra come la persecuzione dei cristiani si è perpetuata al di la delle leggi vigenti, si deve ricercare, probabilmente, nelle motivazioni che portarono al contrasto tra Costantino I e il cognato Licinio, marito della sorella, che rivendicava il comando della parte orientale dell’Impero.
Queste lotte interne, che terminarono con l’uccisione Licinio, determinarono moltissimi e gravi disordini, la distruzione di alcuni edifici sacri, la condanna a morte di alcuni cristiani, tra cui molti Vescovi.

Il Vescovo Biagio, avendo rifiutato di tornare agli dei pagani, venne scorticato vivo, con i pettini di ferro che si usano per districare la lana, e, infine, decapitato.
San Biagio è veneratissimo e in molti luoghi; persino il Duomo di Milano ospita una sua effige, su una guglia.
In questa città si usava, e si usa ancora, non mangiare tutto il panettone natalizio: un pezzo lo si riservava per la festa del Santo.
San Biagio è uno dei 14 Santi Ausiliatori, quelli che si invocano per particolari malattie.

Preghiera a San Biagio

O Glorioso martire San Biagio, che hai promesso di esaudire le preghiere di quanti ricorrono con fede al tuo patrocinio, ottienimi da Dio una grazia che mi sta tanto a cuore (…) e di essere liberato dai mali di gola e da ogni altro male.
Prometto, col tuo aiuto, di vivere con più impegno e coerenza la mia fede cristiana, onorando Dio ed amando i miei fratelli. Amen