In una Sondrio festante per il risultato ottenuto, Salvini esordisce ribadendo quale sarà l’obbiettivo primario del suo incarico di governo: “‘A casa loro’ sarà una delle nostre priorità”, dichiara il neo ministro alla folla, spiegando che la porta non verrà chiusa in faccia a tutti, ma solo a quelli il cui “curriculum” non promette nulla di buono: “Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita”.
Insomma, com’era logico attendersi, la politica di accoglienza verrà profondamente cambiata da questo governo non solo con un maggiore controllo alle frontiere, ma anche attraverso un taglio ingente alle spese pubbliche destinate all’accoglienza dei profughi. Salvini spiega infatti di essersi confrontato con Conte e di avergli chiesto di porre attenzione i 5 miliardi di euro spesi per l’accoglienza dei profughi, quindi ha aggiunto: “Vorrei dargli una bella sforbiciata”.
Concluso il capitolo migranti , il leader del carroccio è passato a parlare dei problemi degli italiani, sua maggiore preoccupazione, dicendo di avere intenzione di eliminare gli sconti di pena ai detenuti condannati per reati gravi poiché: “Le forze dell’ordine non meritano di essere prese in giro dai balordi che entrano ed escono dalla galera ogni quarto d’ora, e vedremo lasciarceli più a lungo”, il che potrebbe significare che la linea dura delle carceri potrebbe essere applicata anche ai reati minori. L’ultimo punto toccato è quello sulle cartelle esattoriali, sulle quali promette una chiusura totale il prima possibile.
Luca Scapatello
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