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Coronavirus, vacanze Made in Italy: agriturismo, la scelta da fare

Una buona notizia per i proprietari di agriturismi, nell’ambito della ripresa delle attività economiche, che si attendeva da giorni. 

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Sembra infatti che il governo, rispondendo a una sollecitazione della Coldiretti, abbia ufficialmente affermato che anche gli agriturismi potranno ospitare le persone autorizzate a muoversi durante l’emergenza del coronavirus. Non solo alberghi o strutture ricettive simili, quindi, potranno lavorare in questo periodo di difficoltà.

La buona notizia per il settore degli agriturismi

A tal proposito il governo a quindi pubblicato una Faq che chiarisce la questione, e che tutti i diretti interessati potranno andare a controllare di persona. Coldiretti ha poi sottolineato l’importanza della notizia. In quanto in Italia il settore turistico è fortemente strategico e occupa una rilevanza fondamentale nel sistema economico nazionale.

Il nostro Paese è infatti leader mondiale nel settore del turismo rurale. Sono ventiquattromila le strutture agrituristiche sparse per la Penisola. Queste mettono a disposizione dei turisti 253mila posti letto e 442 mila posti a tavola. Facendo registrare annualmente 14 milioni di presenze, stando ai dati dello scorso anno elaborati da Coldiretti in base alle rilevazioni Istat.

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Il rischio di perdite economiche pesanti nel settore

Senza un cambiamento di rotta, la crisi del coronavirus rischierebbe di provocare forti perdite per chi opera nel settore. Si parla di un miliardo di perdita solamente nel 2020. Così la notizia ha fatto risollevare, seppure di poco, le speranze dei ventiquattromila proprietari di agriturismi italiani, sparsi nelle zone rurali e nelle isolate campagne del Belpaese.

Questi infatti presentano per la maggior parte strutture a gestione familiare che dispongono di un numero limitato di posti. Per questa ragione risulta molto più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza legate al rischio di contagio. Senza contare poi la facilità maggiore nel ricollocare alcuni posti negli spazi all’aperto che spesso fanno da contorno a queste strutture.

La facilità di garantire la sicurezza negli agriturismi

“Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del primo maggio”, è ciò che infatti sostiene Coldiretti. Più di tutto infatti, oltre al pesante crollo della domanda interna, pesa anche il ribasso del turismo internazionale. Visto che gli stranieri rappresentano più della metà dei pernottamenti.

Oltre anche allo stop a tutte le cerimonie religiose, come cresime, battesimi, comunioni, matrimoni. Che normalmente hanno luogo in questo periodo dell’anno e dove molti si rivolgono ai nostri meravigliosi agriturismi.

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La riscoperta dell’Italia rurale e degli agriturismi

“L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza e Coldiretti con Terranostra è impegnata nel realizzare un piano, con risorse economiche di sostegno e misure straordinarie di intervento a partire dal Dl Rilancio”, è quanto affermato da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.

Nell’attesa dell’estate sostenere questo settore permetterebbe anche di evitare un pericoloso affollamento nelle città e negli agglomerati urbani, o anche nelle località turistiche balneari. Così gli agriturismi con le loro cascine potrebbero venire incontro alle esigenze di sicurezza e di salute pubblica. Invitando gli italiani a fare le loro vacanze in collina o in montagna.

Un’estate da passare in campagna

“Anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire aprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e anche gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy”, spiega Prandini.

Un estate quindi all’insegna del turismo di prossimità e del Made in Italy non può che passare per i piccoli borghi e per le campagne italiane troppo spesso dimenticate, per preferire a loro i grandi centri urbani metropolitani, spesso caotici e affollati.

Una dimensione di vita e di vacanza da riscoprire, che potrebbe portare benefici e uno sguardo nuovo e più autentico sulle cose. Fatto di relax, di rapporto intimo con la natura, con il silenzio e con l’affetto dei propri cari, con i sorrisi ritrovati e con il piacere del buon cibo e delle passeggiate all’aperto.

Giovanni Bernardi

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