La storia insegna come rimanere con Cristo

La storia insegna come rimanere con Cristo
Santità

La storia insegna come rimanere con Cristo, poiché è stata attraversata e vissuta da tantissime persone che ne hanno seguito fedelmente le orme.
Molte di esse non le conosceremo mai, perché non sono venute alla ribalta, ma il loro merito è maggiormente sottolineato dall’umiltà con cui mostrarono agli altri di essere cristiani, di voler operare con generosità, con amore e tolleranza.

Altri, invece, li conosciamo benissimo e ne possiamo anche studiare la vita e gli scritti, perché essi sono i Santi, presenti nelle nostre preghiere e nelle nostre richieste d’intercessione.
San Benedetto da Norcia, ad esempio, ci ha insegnato -tra le altre cose- che non avremmo dovuto pensare al altri, se non al Signore: “nulla anteporre all’amore di Cristo”.

Questo proponimento cambiò forma e prospettiva, alla sua vita di ogni giorno, come può capitare con la nostra, oggi, anche senza vivere come un Monaco in Convento.
E Santa Teresa d’Avila ripeteva -e ripete tutt’ora- “se tu obbedisci a Dio, lui obbedisce a te” e con questa forza vide accadere moltissimi miracoli, nella sua vita e in quella altrui.

Santa Rita, che fu moglie e madre, prima di dedicarsi completamente al Signore, seppe attuare, nella vita familiare, la cristianità, tanto da rendere mansueto il suo ribelle marito e da saper pregare perché i figli non lo vendicassero, dopo il suo assassinio.
Per loro -che perderà di li a breve, a causa della peste- chiese la salvezza dell’anima, prima ancora di quella del corpo.
Vedova e duramente provata dalla vita, entrò in Convento, dove non ebbe vita facile. La Madre Superiora, ad esempio, le fece annaffiare un legno secco.
Lei non penso, nemmeno per un attimo, di disubbidire o di lamentarsi e quel legno portò frutto, germogliò.
Ancora oggi, quella vite coltivata da Santa Rita, porta i suoi frutti e, a Cascia, ne fanno del buon vino.

Antonella Sanicanti