Una giovane donna musulmana si è opposta al diktat del marito, Mohamed Abla, di accettare la sua seconda moglie in casa ed in risposta ha ricevuto una serie di percosse che l’hanno fatta finire in ospedale. Questa turpe vicenda si è verificata a Fontaniva (Padova) dove Abla, la moglie ed i loro figli vivono da diversi anni. Un giorno l’uomo ordina alla moglie di tornare in Algeria (loro Paese natale) con la scusa che in Africa e con l’aiuto della sua famiglia i bambini sarebbero cresciuti meglio e con i valori islamici.
In realtà quella decisione era un pretesto per allontanare la moglie per un periodo e orchestrare un secondo matrimonio. Mentre la moglie era costretta a vivere in un garage con un centinaio di euro per mantenere i figli, questo concordava con una famiglia algerina il matrimonio con una delle loro figlie. La donna è venuta a sapere di questo quando il marito le ha chiesto di firmare un accordo con il quale accettava l’ingresso della seconda moglie in famiglia, ma lei si è rifiutata di firmarlo ed è tornata in Italia per impedire che la donna entrasse nella sua casa.
In un primo momento il marito ha cercato di costringere a parole la moglie a firmare l’accordo, ma quando ha capito che nessun ragionamento avrebbe fatto presa sulla donna ha cominciato a umiliarla e picchiarla. L’uomo le nascondeva il cibo in auto, obbligandola ad elemosinare un pasto dai vicini, quindi la picchiava in punti strategici per non fare vedere i lividi agli estranei. Una sera, però, ha esagerato e la donna è finita in ospedale. L’evidente violenza subita ha allertato i medici che hanno chiamato la polizia. Agli agenti la donna ha confessato le atrocità subite e Mohamed Abla è stato arrestato per violenza domestica.
Durante il processo, il giudice della corte di Padova ha condannato l’uomo a 2 anni e 3 mesi di carcere ed ad un risarcimento per danni morali pari a 10 mila euro. La condanna è stata commentata duramente dal leghista Grimoldi che ha dichiarato: “Non possiamo accettare l’imposizione delle leggi coraniche della shaaria qui in Italia. Non possiamo accettare sul nostro territorio chi si rifiuta di adeguarsi alle nostre regole e al nostro modo di vivere e pretende di imporci la poligamia che vale nei Paesi islamici”.
Luca Scapatello
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