Quaresima: i “40 giorni per la vita” convincono anche Trump

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:14

Un’iniziativa che si è diffusa in tanti Paesi del mondo e inizia ogni anno in concomitanza della Quaresima.

Quaresima: 40 giorni pro life

E’ appoggiata dal presidente Donald Trump, che il 26 febbraio scorso, Mercoledì delle Ceneri, ha inviato al proprio Paese e al mondo intero un messaggio davvero ispirato.

Non era mai successo prima nella storia. Ed è facile immaginare che abbia giocato un ruolo determinante la moglie di Trump, Melania, che è di fede cattolica. E ci ricorda quanto possa influire una donna, nel bene e nel male, sulle scelte del proprio uomo. Ecco il testo:

Melania e io auguriamo a tutti di vivere il Mercoledì delle Ceneri come un giorno di pace e di preghiera», ha scritto il presidente. «Per i cattolici e per molti altri cristiani, il Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio del periodo quaresimale che si conclude con la gioiosa celebrazione della domenica di Pasqua.

Oggi milioni di cristiani saranno marcati sulla fronte con il segno della croce. L’imposizione delle ceneri è un invito a vivere il tempo della Quaresima digiunando, pregando e impegnandosi in gesti di carità. Questa tradizione potente e sacra ci ricorda la mortalità che ci accomuna, l’amore di Cristo che salva e la necessità di pentirci accettando più pienamente il Vangelo.

Ci uniamo dunque in preghiera a tutti coloro che osservano questo giorno santo e auguriamo loro un cammino quaresimale di preghiera. Durante questo periodo benedetto possiate avvicinarvi di più a Dio nella fede».

Cosa sono i “40 Days for Life” in Quaresima?

I “40 Days for Life” (40 giorni per la vita), è un evento che nasce nel 2007 per volontà dei militanti pro life americani. Oggi è imitata da molti altri Paesi nel mondo ma può crescere ancora. Si fonda sull’azione di contrastare l’aborto, prima che con una misura legislativa, puntando innanzitutto a cambiare la mentalità della gente. L’intento è far vincere la cultura della vita sulla cultura della morte, come diceva san Giovanni Paolo II.

Durante la Quaresima, che dura appunto 40 giorni, i militanti a favore della vita, si impegnano in veglie di preghiera, in incontri e raduni, anche di 24 ore su 24. Nei pressi di cliniche e ospedali dove praticano l’aborto, nelle piazze, lungo le strade, pregano, e si danno da fare per fornire ai passanti tutto il materiale informativo e scientifico per capire cos’è davvero l’aborto.

Colpisce un dato, questa iniziativa unisce persone di ogni credo, razza, età e livello sociale, a lottare per la stessa grande causa: la vita. Un altro dato rilevante: questa manifestazione che si svolge in vari luoghi in America ha già salvato 16.742 bambini, riuscendo a sensibilizzare le loro mamme.

Un numero considerevole che rivela una controtendenza e una risposta più consapevole oggi delle donne, soprattutto delle ragazze. Non ci stanno a farsi inculcare che l’aborto è una conquista, un atto di libertà, che del loro corpo possono fare ciò che vogliono.

E si dimostrano più  sensibili e attente rispetto alla generazioni delle loro mamme e nonne influenzate invece dal ’68. Con il Femminismo e la liberazione sessuale e tutte le conseguenze nell’ambito della morale, della religione, della famiglia e altresì in quello del diritto e della medicina.

La donna che ottenne il diritto all’aborto e poi si convertì

E’ assai significativo ciò che è accaduto a Jane Rose, il cui vero nome è Norma Mc Corvey. La donna che presentò la richiesta di normalizzare l’aborto fino alla Corte Suprema che l’accolse con la nota sentenza Roe vs Wade del 1973. Da lì fu l’inizio dell’aborto legale che dall’America si diffuse in tutta Europa.

Jane Rose, vero nome Norman Mc Corvey, che ha ottenuto il diritto all'aborto in America

Anni dopo si è convertita al Cristianesimo. E ha svelato le menzogne del femminismo che l’aveva usata senza scrupolo e indotta a inventarsi uno stupro. La donna ha dedicato tutto il resto della sua vita a testimoniare e riparare il suo errore, fino alla sua morte avvenuta tre anni fa, il 18 febbraio 2017, all’età di 69 anni.

Simona Amabene 

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