Cosa mangiare in Quaresima? Guida alla penitenza e alla conversione: dal digiuno alla carità, la Chiesa ci guida per prepararci alla Pasqua con il cuore nuovo.

La Quaresima è uno dei momenti più importanti per la vita di un cristiano perchè ci accompagna con mano verso quello che è il mistero più grande, quello della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
Uno degli elementi cardini della Quaresima è il concetto di astinenza e digiuno: cosa significano esattamente? E quale è la differenza fra le due cose?
Le regole dell’astinenza in Quaresima: quali cibi sono permessi e quali “vietati”
Quando si parla di Quaresima, quando si vive la Quaresima, entrano in gioco alcuni elementi che prendono “potere ed aspetto” rispetto a tutto il resto, uno di questi è il concetto di digiuno. Cosa vuol dire? Analizzando attentamente il termine, etimologicamente, vuol dire “astenersi o privarsi dal cibo“. Ma per la Chiesa e per il periodo quaresimale, davvero significa questo? Anche i social, in quello che può essere definito una sorta di nuova tipologia di evangelizzazione, ci spiegano il vero significato del digiuno.

Suor Maria Gloria Riva, badessa delle adoratrici del Santissimo Sacramento, ci spiega come effettivamente sia il digiuno e, soprattutto, come possa essere applicato nella nostra vita: “Il digiuno ci fa paura, non perché sia difficile da fare, ma perche ci dà la sensazione di perdere qualcosa, di rinunciare. E allora lo evitiamo” – afferma. In sostanza, la Chiesa ci chiede il digiuno e l’astinenza solo due volte l’anno, il Mercoledì delle Ceneri ed il Venerdì Santo.
Allora come mai tutto questo ci spaventa così tanto? Davanti ad una vita piena di stimoli, di distrazioni e di cose da fare, spesso ci sentiamo vuoti: “E allora il digiuno non è soltanto dal cibo, ma anche dalle cose che guardiamo, dalle cose che ascoltiamo, dal modo di spendere il nostro tempo. Il digiuno diventa un tempo per fermarsi, di respirare, di riflettere, di scoprire cose nuove” – continua suor Maria Gloria.
Digiunare dalla carne il Venerdì: scopriamo il senso profondo
Comunque, quello più comune che conosciamo, è il digiuno di carattere alimentare. Non si tratta di una vecchia regola che sembra priva di significato: il digiuno è un atto di penitenza. I venerdì di Quaresima, la Chiesa ci chiede di astenerci dalla carne, perché essa è di solito considerata il simbolo della festa, dell’abbondanza. Solo di venerdì? In questo giorno di fa memoria della morte del Signore in croce, e non è di certo un momento o un giorno di festa.

Una domanda sorge spontanea: il digiuno solo dalla carne? Non dal pesce? Ed ecco che qui si richiede anche una precisazione: Se io sostituisco, il venerdì, la bistecca con un lussuoso pranzo di pesce, non ho fatto astinenza dalla carne, ho semplicemente cambiato tipo di cibo da portare a tavola, ma lo spirito resta quello, ovvero l’abbondanza, la festa. E questo non è ciò che, il venerdì, la Chiesa richiede.
Non è che ci sia l’idea che la carne sia “cattiva”: la regola generale, in base anche alla motivazione descritta prima, sta nel “mangiare magro”, che siano uova, verdure o pesce. Sostituire la carne con il pesce? Non perché non sia biologicamente visto come carne, ma perché non era considerato un alimento della festa, ma piuttosto qualcosa di semplice ed austero.
Cosa dice la Chiesa in merito al digiuno
Il Codice di Diritto Canonico, all’articolo n.1251, stabilisce le norme riguardanti i giorni di astinenza e digiuno nella Chiesa cattolica latina, prescrive l’astinenza dalle carni (o altro cibo) ogni venerdì (salvo solennità) e il digiuno con astinenza il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. Questo tipo di norma riguarda chi ha compiuto 14 anni, mentre il digiuno riguarda chi ha dai 18 ai 60 anni. La CEI, inoltre, stabilisce che “l’astinenza è obbligatoria nei venerdì di Quaresima; negli altri venerdì è sostituibile con penitenze o opere di carità”.
Anche Papa Leone ci ha ricordato che la penitenza cristiana non è un’ostentazione esteriore ma un cammino interiore che ci unisce al sacrificio di Cristo. In conclusione, il venerdì non è solo un giorno di astinenza dalla carne, ma è il giorno per amare di più, per iniziare un cambiamento radicale e profondo, soprattutto dal punto di vista interiore. E digiunare ci aiuta anche in questo: “Se vogliamo veramente camminare nella Quaresima, alla scoperta di cose nuove, dobbiamo iniziare da questo” – conclude, anche, suor Maria Gloria.







