Coronavirus, Puglia: contro l’epidemia i monaci tornano alle “rogazioni”

    ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:14

    Nell’abbazia della Madonna della Scala a Noci, in Puglia, il coronavirus ha fatto in modo che venisse recuperata una pratica antica come quella delle rogazioni.

    I monaci in preghiera per chiedere la fine della pandemia – fonte: avvenire.it

    La parola deriva dal latino “rogare”, cioè domandare. Si tratta di un atto di pietà popolare che è stato tramandato dai monaci nei secoli. Serve a domandare al Signore di scongiurare catastrofi naturali, come carestie o pestilenze. Così i monaci benedettini sublacensi cassinesi hanno ben pensato di riportare in vita questa pratica in questi giorni segnati da un pericolo così insidioso come il coronavirus.

    La pratica riscoperta dai monaci

    Al quotidiano Avvenire la guida della comunità di monaci ha spiegato che si tratta di “preghiere di petizione e supplica che risalgono ad antichi rituali contadini che una comunità fa in determinati periodi o per intenzioni gravi”. In passato era cioè utilizzato per chiedere la pioggia, per un buon raccolto, la liberazione da un male che minaccia la comunità, o la fine di epidemia.

    Così, la pandemia che di colpo sembra averci riportato indietro di secoli, è diventata occasione per riportare in vita questa pratica quanto mai utile e attuale. L’abate padovano è entrato del dettaglio del senso della decisione con il quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno.

    Il virus non può separarci spiritualmente

    “È importante percepire e far percepire che anche questo necessario isolamento imposto dalle circostanze è sì una separazione fisica ma non una separazione spirituale. Che ci sono cioè altri modi per sentirci vicini e uniti come la preghiera. Il potere della preghiera è grandissimo”, ha detto il religioso.

    La comunità dell’abbazia di monaci ha così riscoperto questa pratica facendo per due domeniche una processione attorno al monastero. Queste si sono svolte nella quarta e quinta domenica di Quaresima, ovvero rispettivamente il 22 e il 29 marzo, alle ore 16. Momenti in cui si è rinnovata la preghiera e in cui è stata domandata la protezione di Dio per il monastero, per la cittadina e per l’Italia intera e il mondo.

    La preghiera recitata dai monaci

    La preghiera dei monaci recita: “Da ogni malattia ed epidemia: salvaci, Signore. Dal terremoto e dalle tempeste: salvaci, Signore. Dalla violenza e dalla guerra: salvaci, Signore Donaci la tua protezione: ascoltaci, Signore. Custodisci questo monastero: ascoltaci, Signore. Benedici e proteggi la nostra comunità: ascoltaci, Signore. Benedici e proteggi la città di Noci: ascoltaci, Signore. Benedici e proteggi la nostra nazione: ascoltaci, Signore. Benedici e proteggi il mondo intero: ascoltaci, Signore. Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica“.

    Coronavirus Gesu Verita

    Quello che perciò, possiamo fare, è unirci a questi uomini di Dio con le nostre preghiere, chiedendo al Signore di concederci la Grazia della Sua protezione in questi giorni difficili. E che ci accompagni nella strada che Lui ha scelto per noi.

    Giovanni Bernardi

    Fonte: avvenire.it

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