Nuovo grave atto sacrilego nella diocesi di Fermo, dopo quello avvenuto due settimane fa. L’Arcivescovo invita tutta la comunità ecclesiale a stringersi in preghiera per offrire un gesto concreto di riparazione.
Nuovo gravissimo episodio a distanza di due settimane: diocesi ancora nel mirino
A distanza di sole due settimane, un nuovo gravissimo atto sacrilego è avvenuto nella diocesi di Fermo, questa volta ad essere colpita nella notte, è stata la parrocchia del Sacro Cuore di Porto S. Elpidio. Il parroco don Tarcisio Chiurchiù ha scoperto che il tabernacolo della cappella feriale era stato asportato, insieme alla pisside e le ostie consacrate.
L’arcivescovo Mons. Rocco Pennacchio, appresa la drammatica notizia, ha invitato tutti i fedeli della diocesi a pregare per i profanatori e, sentendoci tutti parte di un unico corpo, ad offrire un gesto di riparazione per il sacrilegio compiuto(una preghiera, un digiuno, una visita agli ammalati, un gesto di carità, un piccolo sacrificio o penitenza).
Di fronte alla recrudescenza di gesti così gravi, l’Arcivescovo invita a rinsaldare sempre più i legami di fraternità, frutto gradito a Dio del sacrifico eucaristico.
Questa sera, martedì 14 luglio, alle ore 19, verrà celebrata dal Vicario Generale, don Giordano Trapasso, presso la parrocchia del S. Cuore di Gesù in Porto S. Elpidio, una S. Messa in riparazione del grave gesto.
Il primo grave precedente: cosa era accaduto due settimane fa
Mercoledì 1° luglio, la comunità cittadina e religiosa di Fermo è stata scossa da un gravissimo atto sacrilego che ha colpito il cuore della vita parrocchiale locale. Il sacerdote don Mario Malloni, entrando di prima mattina nella chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria di cui è parroco, si è trovato di fronte a una scena dolorosa e sconcertante.

I ladri, introducendosi nel luogo di culto, hanno sottratto diversi vasi sacri e altro materiale liturgico di valore presenti nella chiesa. L’atto più doloroso e profondo, tuttavia, ha riguardato il tabernacolo, che è stato barbaramente profanato: gli autori del furto hanno infatti asportate le ostie consacrate, portando via la pisside che le custodiva.
La notizia del furto e della profanazione si è diffusa rapidamente in tutta la città, sollevando un’ondata di sdegno e profonda tristezza. Mons. Rocco Pennacchio, non appena appresa la drammatica notizia, ha espresso il suo profondo dolore per l’accaduto. Tuttavia, di fronte a questo strappo che ferisce la comunità, il Vescovo ha voluto lanciare un appello che non parla di rabbia o di vendetta, ma di misericordia, conversione e comunione fraterna.
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Mons. Pennacchio ha infatti invitato tutti i fedeli della diocesi non solo a condannare il gesto, ma a pregare espressamente per gli stessi profanatori, affinché possano comprendere la gravità del loro operato. Sentendosi tutti parte di un unico corpo ferito da questo sacrilegio, la comunità diocesana è stata calorosamente esortata a offrire un segno concreto di riparazione.
Il Vescovo ha suggerito di farlo attraverso piccoli ma significativi gesti quotidiani di amore e devozione, come una preghiera comunitaria o personale, una visita agli ammalati e alle persone sole, un’opera di carità verso i più bisognosi, oppure un piccolo sacrificio o una penitenza personale. L’invito stringente è quello di rinsaldare i legami di fraternità tra le persone, che restano in assoluto il frutto più gradito a Dio del sacrificio eucaristico.
La Santa Messa di riparazione presieduta da Mons. Pennacchio
La risposta spirituale e comunitaria della diocesi si concentrerà in un momento solenne di preghiera e raccoglimento che avrà luogo proprio nelle prossime ore. Questa sera, giovedì 2 luglio, in perfetta concomitanza con la memoria liturgica della Madonna delle Grazie, il Vescovo in persona presiederà una celebrazione speciale aperta a tutti i fedeli.
Alle ore 21.00, presso la parrocchia dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, verrà celebrata la Santa Messa in riparazione del grave gesto sacrilego. Sarà un momento fondamentale in cui l’intera comunità ecclesiale potrà stringersi attorno all’Eucaristia violata, riaffermando la propria fede, la centralità del sacramento della comunione e la forza del perdono cristiano di fronte al male.
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