Oltre i simboli del Natale, esiste un modo unico per narrare la Settimana Santa: il Presepe di Pasqua. Un viaggio visivo tra il Calvario e il Sepolcro vuoto, per contemplare con gli occhi il cuore del messaggio cristiano.

Di solito, siamo abituati a vedere la rappresentazione della nascita di Gesù, con quello che canonicamente conosciamo come “presepe”, rappresentato (anche dal punto di vista umano) per la prima volta a Greccio, da San Francesco d’Assisi.
Ma in pochi sanno che, però, esiste anche quello che è definito “il presepe della Pasqua” e che affonda le sue origini e la sua tradizione indietro nel tempo. Conosciamo di cosa si tratta e perchè, esso, si presenta così importante.
Lo abbiamo detto all’inizio: quando pensiamo alla parola “presepe“, subito ci viene in mente un qualcosa che ha a che fare e a che vedere con il Natale. Ma, in realtà, ciò che dobbiamo sapere è che ne esiste anche una versione che guarda anche alla Pasqua.
Il Presepe di Pasqua: una tradizione antica ricca di significato
Forse non in tutte le parti d’Italia è possibile vederlo ma è necessario sapere che, per tradizione quanto (e soprattutto per fede) si parla ed esiste anche il “presepe della Pasqua“.
Non si allontana tanto dalla rappresentazione che si fa della natività ma, come ovvio e giusto che sia, in questo caso, ci si sposta altrove, a quelli che sono i giorni della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. Il protagonista è sempre lui, il Cristo, ma si guarda ad un altro momento della sua vita, ad un aspetto completamente diverso: da quello che è il Natale e, quindi, il suo venire al mondo, a quella che è la sua Passione, come completo donarsi a noi, morendo sulla croce, per la redenzione del mondo intero.

Forse sono davvero in pochi coloro che conoscono quella che è la tradizione del Presepe di Pasqua: di solito, per questo periodo dell’anno liturgico, siamo abituati a vedere solo la rappresentazione pittorica di quelle che sono le stazioni della Via Crucis, ma in realtà la visione degli ultimi giorni della vita di Gesù viene anche rappresentata in altro modo. Come si fa per la natività, in questo caso si rappresenta, con statuine apposite e scenografie adatte, l’ultima settimana (la più importante) della vita di Cristo.
A partire dalla Domenica delle Palme, con il suo ingresso a Gerusalemme, sino all’Ultima Cena con i suoi Apostoli e alla via Dolorosa, che lo porterà alla morte in croce. Per la sua rappresentazione, ci si attiene a ciò che è scritto nei Vangeli, scandendo momento per momento. La storia di questo presepe pasquale va molto indietro nel tempo: era molto diffuso nel XVIII e nel XIX secolo, prima di essere completamente dimenticato nell’Europa centrale e occidentale.
Conoscere da vicino gli ultimi giorni della vita di Gesù
Piano piano, poi, la tradizione è stata nuovamente ripresa in mano, in particolare modo da falegnami e intagliatori: le statuine poste in questo presepe diverso, infatti, sono completamente in legno, portando così, nelle singole chiese, la raffigurazione della sofferenza di Gesù, facendo così avvicinare a questo sacro momento anche coloro che sono più lontani.

Le scene che vengono rappresentate, come dicevamo, vanno dalla Domenica delle Palme (l’ingresso di Gesù a Gerusalemme), al giovedì santo (quando Gesù prega nel Getsemani e l’arrivo di Giuda), al suo cammino per la via dolorosa con il peso della croce e alla sua morte, sino alla reposizione nel sepolcro.
In alcuni presepi, si sceglie anche di aggiungere il momento della Resurrezione quanto anche il dialogo con i discepoli di Emmaus. Ogni singola scena può essere approfondita con l’aggiunta di altre statue, come quella dell’Ultima Cena o, anche della Flagellazione di Gesù, insieme anche alla presenza di personaggi oltre Gesù, come sua madre Maria, i discepoli, Ponzio Pilato o la Maddalena al momento della Resurrezione.
Un vero e proprio momento, anche, di pietas popolare, oltre che di conoscenza, soprattutto per i più piccoli che si avvicinano al momento più importante della vita di un cristiano. Il presepe pasquale, di solito, viene allestito nel pieno della Quaresima, quanto in chiesa quanto anche nelle case, caratterizzando così il momento di penitenza, preghiera e riflessione. Una tradizione che, nel Sud Italia, è diffusa anche con rappresentazioni vere e proprie della Via Crucis e degli ultimi tre giorni di Gesù, che attirano sempre tantissimi fedeli.







