Preghiera di oggi 8 luglio alla Madonna della Rocca di Cento

Oggi si ricorda la Madonna della Rocca di Cento, dal cui dipinto colpito da una lancia, sgorgò sangue. Preghiamo Maria ricordando il fatto

Madonna della Rocca di Cento
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La Madonna di Cento è una singolare effigie della Vergine Maria, custodita nel Santuario seicentesco della Madonna della Rocca a Cento, cittadina in provincia di Ferrara.

Il nome è dato dalla vicina Rocca, per secoli fortezza militare dove era precedentemente conservata l’immagine della Santissima Vergine col Bambino.

L’immagine viene colpita da una lancia: poi il prodigio struggente

Attorno all’immagine aleggia una nebbia di fitto mistero circa l’autore e la data della sua realizzazione. Soprattutto, la caratteristica dell’effigie è che dal naso della Madonna sarebbe sgorgato, tutt’ora visibilmente, un rivolo di sangue.

La teoria più accreditata circa questo evento miracoloso riguarderebbe un soldato polacco. Egli, dopo aver dipinto l’immagine attorno al 1460, con l’intento riprodurre la Madonna di Czestochowa, in una colluttazione con un altro soldato, colpì l’immagine con una lancia.

La punta della lancia, dopo che il militare montò in furia per sconosciute ragioni, colpì Maria sul naso.

In quel preciso istante, dal quadro della Madonna iniziò a sgorgare del sangue. Un residuo del sangue sgorgato allora è ancora presente sul dipinto: per questo in quel luogo venne edificata una cappellina e poi, successivamente, un Santuario.

Preghiera alla Madonna della Rocca di Cento

O Maria Santissima,
che a Cento sgorgasti sangue in seguito a un colpo di lancia
sferrato da due soldati in lite,
sii sempre colei che porta pace dove c’è contesa.

Tu che non ami la violenza
e sei Regina della Pace,
concedi la pace alla nostre famiglie,
ai nostri cuori
e al mondo intero.

O Maria, il cui Cuore Immacolato trionferà,
noi ci consacriamo al tuo dolcissimo Cuore:
ci infiammi col suo amore
e ci trasformi sempre più
in operatori di pace,
di misericordia
e di bontà,

sulle orme che ci ha indicato Gesù
mite ed umile Agnello,
l’innocente vittima d’amore
che ci insegna ad amare.
Amen.

Elisa Pallotta

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