Al termine di questo 11 maggio, deponiamo ogni affanno ai piedi della Croce. Una preghiera di umiltà e abbandono per ritrovare la pace del cuore e affidare la nostra vita al Padre.
Prima di chiudere gli occhi e lasciare che il sonno ristori il corpo, è fondamentale ritagliare un istante per l’anima. La preghiera della sera è il nostro “eccomi” sussurrato nel buio, un ponte di luce che collega le fatiche appena vissute alla speranza del nuovo giorno. In questo 11 maggio, mettiamoci in ascolto del silenzio, lasciando che ogni affanno si sciolga nella certezza di essere custoditi da mani sicure. Con umiltà, riconosciamo di essere parte della stessa famiglia di Dio e chiediamo al Signore di vegliare sui nostri sogni.
Consegniamo al Signore ogni pensiero che ha appesantito il cuore oggi. Che questa preghiera sia un atto di abbandono fiducioso, certi che nulla della nostra giornata è andato perduto ai Suoi occhi.
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Gesù abbi pietà di noi, perdona i nostri peccati. Noi siamo Tue ossa e Tua carne. Abbi dunque misericordia delle Tue ossa e della Tua carne. Tu sei nostro fratello e noi abbiamo lo stesso Padre. Non privarci di questa eredità ma guidaci alla pace del cielo dove vivremo sempre con Te. Amen.
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