“Bremerton School District ha violato i miei diritti al libero esercizio della religione e alla libertà di parola proibendomi l’espressione privata della fede, e agendo in maniera ostile dal punto di vista dell’impiego sulla base della mia religione”, ha scritto Kennedy, che è stato assunto nel 2008. Da allora ha cominciato le sue preghiere dopo partita, ispirato d aun film, “Facing the giants”. Dopo un po’ gli studenti notarono quello che faceva l’allenatore, e cominciarono a unirsi a lui. Fu un movimento spontaneo, senza inviti.
La scuola però non solo gli proibì di pregare, ma anche di unirsi a preghiere condotte da studenti, e gli vietarono di inginocchiarsi o di chinare il capo nel corso di attività religiose studentesche. Kennedy si rifiutò di obbedire: “Dipende dal fatto di essere un veterano e un marine – ha spiegato -. Credo ancora che l’America sia la terra dei liberi e la casa dei coraggiosi. Ma di recente non ho visto molto di questo. Indietreggiamo continuamente perché qualcuno potrebbe offendersi”. Queste ultime parole hanno un suono stranamente familiare anche qui da noi… “Ma non è questa la via americana. Parliamo di praticare tolleranza e accettazione e diversità ma non lo viviamo”.
Fonte: lastampa.it
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