Pregano un allenatore Cristiano ed uno Buddista, indovinate chi viene punito?

Che differenza c’è tra pregare Dio, Gesù, e pregare Budda a prima vista sembrerebbe nulla, due modi diversi di manifestare il prorpio credo eppure le cose non stanno proprio così infatti un giorno:
Un allenatore pregò Dio. Un altro cantava inni a Budda. Ma solo uno dei due fu punito, l’allenatore cristiano. Questo non è accaduto in uno stato asiatico, ma negli Stati Uniti. Questo è un chiaro sintomo di come l’intolleranza verso la fede cristiana stia aumentando nel mondo, la discriminazione e l’odio sono in forte aumento soprattutto verso chi professa la propria fede  con coraggio apertamente.
Il fatto è realmente accaduto, ed ha visto come protagonista un ex marine  Joe Kennedy, allenatore di Football Americano, che svolge il ruolo di aiuto allenatore al college di Bremerton, Washington, infatti è stato sospeso perchè non ha voluto interrompere la propria preghiera, che usualmente recitava alla fine della partita all’altezza della linea delle 50 yard. Ha sporto denuncia contro il distretto scolastico reo di averlo punito, non utilizzando lo stesso metro di giudizio nei riguardi di un’altro aiuto allenatore della squadra che nello stesso punto guidava una preghiera buddista fatta con canti, e che non è stato sanzionato allo stesso modo. La Liberty Institute, uno degli istituti legali a difesa delle libertà religiose della nazione, cerca di ottenere risposte riguardo al caso in questione ma sembra incontrare un muro di gomma. La tanto decantata libertà americana che fine ha fatto? perchè due pesi e due misure? Abbiamo segnalato tanti altri casi di Cristianofobia negli Stati Uniti, che invece passa per essere il modello della libertà e dell’uguaglianza .
Ecco le parole amareggiate dell’uomo:

“Bremerton School District ha violato i miei diritti al libero esercizio della religione e alla libertà di parola proibendomi l’espressione privata della fede, e agendo in maniera ostile dal punto di vista dell’impiego sulla base della mia religione”, ha scritto Kennedy, che è stato assunto nel 2008. Da allora ha cominciato le sue preghiere dopo partita, ispirato d aun film, “Facing the giants”. Dopo un po’ gli studenti notarono quello che faceva l’allenatore, e cominciarono a unirsi a lui. Fu un movimento spontaneo, senza inviti.
La scuola però non solo gli proibì di pregare, ma anche di unirsi a preghiere condotte da studenti, e gli vietarono di inginocchiarsi o di chinare il capo nel corso di attività religiose studentesche. Kennedy si rifiutò di obbedire: “Dipende dal fatto di essere un veterano e un marine – ha spiegato -. Credo ancora che l’America sia la terra dei liberi e la casa dei coraggiosi. Ma di recente non ho visto molto di questo. Indietreggiamo continuamente perché qualcuno potrebbe offendersi”. Queste ultime parole hanno un suono stranamente familiare anche qui da noi… “Ma non è questa la via americana. Parliamo di praticare tolleranza e accettazione e diversità ma non lo viviamo”.

Fonte: lastampa.it