In vista del Natale i campioni olimpici delle Fiamme Gialle hanno offerto i propri servigi e la propria esperienza ai bimbi del dispensario di Santa Marta.
Gli atleti hanno prima cucinato e servito il pasto ai bimbi, quindi hanno ascoltato le loro storie ed in cambio dato dei consigli su come diventare degli sportivi.
Una giornata di solidarietà per insegnare ai bambini lo spirito del Natale ma anche quello dello sport e delle competizioni Olimpiche in particolare. Questo è ciò che hanno offerto alcuni dei più grandi atleti contemporanei delle Fiamme Gialle ai bambini del dispensario di Santa Marta. L’iniziativa è nata attraverso la collaborazione tra gli sportivi della Athletica Vaticana e le Fiamme Gialle. L’associazione sportiva della Santa Sede ha portato i bambini e le loro famiglie nel Centro Sportivo delle Fiamme Gialle a Castel Porziano per un incontro particolare.
Ad attenderli c’erano gli atleti delle Fiamme Gialle, tra loro anche i campioni olimpici Tania Cagnotto, Fabrizio Donato e Antonella Palmisano. Quando i piccoli ospiti sono arrivati, sono stati accompagnati nella sala da pranzo. Qui proprio gli atleti olimpici avevano preparato per loro il pranzo e li hanno serviti. Una volta ultimato il pasto sempre i campioni si sono adoperati per sparecchiare, così da poter stare ancora insieme ai piccoli amici e regalargli un resto di giornata indimenticabile.
Un gesto di solidarietà, ma anche una dimostrazione di grande umiltà, due elementi fondamentali per diventare dei grandi sportivi. Dopo l’immancabile momento dei regali, in cui un Babbo Natale è entrato per elargire doni, i campioni olimpici ci hanno tenuto a fare un ultimo regalo ai bambini. Il regalo in questione si può suddividere in due parti: una lezione di vita e dei consigli utili per l’esercizio giornaliero e per diventare degli sportivi professionisti.
Per fare comprendere meglio lo spirito dell’iniziativa Fabrizio Donato ha spiegato a ‘VaticanNews’: “Siamo qui per crescere come persone. Lo sport è solidarietà e anche se si praticano discipline individuali comunque sempre si è parte di una squadra. In gara siamo tutti avversari leali ma anzitutto siamo amici che non si tirano indietro quando c’è bisogno di dare una mano”. Una crescita che arriva anche dal semplice ascolto: i campioni, infatti, hanno ascoltato le storie di quelle famiglie. Così facendo hanno offerto non solo una presenza ad un evento pubblico, ma anche e sopratutto una dimostrazione di vicinanza.
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Luca Scapatello
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