La potente preghiera a San Francesco riporta in vita il bimbo morto

Un fatto clamoroso, bambino annegato ritorna in vita miracolosamente per intercessione del Santo Frate di Assisi. 

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San Francesco d’Assisi ha resuscitato un fanciullo morto annegato e, questo miracolo, è raccontato anche in un trattato. Il Santo ha ascoltato le preghiere di coloro che stavano assistendo e non ha lesinato ad intervenire per salvare quel bambino.

La resurrezione del bambino annegato

È uno dei tanti miracoli di San Francesco, raccontato nel volume “Trattato dei Miracoli”. Ma è, forse, quello più forte, perché vede la morte sconfitta e messa da parte da Dio, per intercessione proprio del Santo Fraticello.

Il prodigio è avvenuto a Capua, in provincia di Caserta, lungo il fiume Volturno. Il bambino stava giocando con altri suoi coetanei presso la sponda del fiume Volturno. All’improvviso cadde, forse per distrazione, dalla riva del fiume e fu travolto dalle acque.

Le preghiere a San Francesco di coloro che lì si trovavano

Come racconta il Trattato, “la corrente del fiume lo investì con violenza, seppellendolo morto sotto la sabbia”. Gli altri bambini che stavano assistendo impotenti alla scena, incominciarono ad urlare, attirando l’attenzione dei passanti. In molti accorsero al fiume con delle funi ma, saputo ciò che era accaduto, si misero in preghiera e, piangendo, dicevano: “San Francesco, rendi il fanciullo al padre e al nonno, che lavorano al tuo servizio!”.

Ma come mai il padre e il nonno di questo fanciullo? Loro due, infatti, avevano lavorato alla costruzione di una chiesa, proprio dedicata al Frate di Assisi. Mentre tutti gli altri erano in preghiera, “un nuotatore che stava non molto lontano udite le grida, si avvicinò” – continua il racconto nel Trattato.

Un uomo si tuffa nel fiume e, guidato da Francesco, trova il bambino

Era già passata più di un’ora da quando il bambino era caduto nel fiume, ma lui non si perse d’animo. Invocò il nome di Cristo e quello del beato Francesco e si buttò nudo nel fiume. Cominciò a scandagliare qua e là con attenzione le rive e il fondo del fiume.

E fu proprio in questo momento che il Santo Frate d’Assisi, per volere divino, fece dirigere il nuotatore verso il luogo, ormai coperto di fango, dove il bambino era sepolto. Dopo aver scavato e riportato fuori il corpo, si accorse che il bambino era morto.

Le preghiere e la resurrezione per sua intercessione

Nonostante tutto, la gente continuava a pregare: “San Francesco, restituisci il fanciullo a suo padre!“. San Francesco non potè restare inerme alle preghiere rivolte a lui e a Dio Padre con fede da quel popolo lì radunato.

Subito ridiede vita al fanciullo morto. Il bambino si alzò fra la meraviglia e le lacrime di coloro che erano presenti e testimoni di quel miracolo avvenuto. Supplicò di esser portato alla chiesa del beato Francesco, e lì dichiarò di esser tornato in vita grazie alla sua intercessione.

Fonte: sanfrancescopatronoditalia

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ROSALIA GIGLIANO

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