Perchè Giovanni Paolo II ha consacrato il mondo alla Divina Misericordia

 

“O inconcepibile ed insondabile Misericordia di Dio, chi Ti può adorare ed esaltare in modo degno? O massimo attributo di Dio Onnipotente, Tu sei la dolce speranza dei peccatori”.Con queste parole suor Faustina rendeva grazie a Dio per la sua infinita Misericordia e con queste parole Giovanni Paolo II iniziava il suo discorso di inaugurazione del Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki .

L’intento San Giovanni Paolo II era quello di spiegare ai presenti quanto fosse importante per loro confidare in Gesù: “Ripeto oggi queste semplici e sincere parole di Santa Faustina, per adorare assieme a lei e a tutti voi il mistero inconcepibile ed insondabile della misericordia di Dio. Come lei, vogliamo professare che non esiste per l’uomo altra fonte di speranza, al di fuori della misericordia di Dio. Desideriamo ripetere con fede: Gesù, confido in Te!”.

Il Santo Padre ricordava come fosse semplice aprire il proprio cuore a Gesù e come fosse necessario che i fedeli si aprissero a questa semplicità, tributando dal più profondo del loro cuore la fiducia al Signore. Giovanni Paolo II evidenzia come il momento storico sia propizio all’apertura di un Santuario della Misericordia dato che il male è presente in ogni aspetto della società moderna e per combatterlo il metodo più efficace rimane affidarsi a Dio:

“Di questo annuncio, che esprime la fiducia nell’amore onnipotente di Dio, abbiamo particolarmente bisogno nei nostri tempi, in cui l’uomo prova smarrimento di fronte alle molteplici manifestazioni del male. Bisogna che l’invocazione della misericordia di Dio scaturisca dal profondo dei cuori pieni di sofferenza, di apprensione e di incertezza, ma nel contempo in cerca di una fonte infallibile di speranza. Perciò veniamo oggi qui, nel Santuario di Łagiewniki, per riscoprire in Cristo il volto del Padre: di Colui che è “Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione” (2 Cor 1, 3). Con gli occhi dell’anima desideriamo fissare gli occhi di Gesù misericordioso per trovare nella profondità di questo sguardo il riflesso della sua vita, nonché la luce della grazia che già tante volte abbiamo ricevuto, e che Dio ci riserva per tutti i giorni e per l’ultimo giorno”.

Dopo aver sottolineato in questo modo l’importanza della devozione, Giovanni Paolo II invita i fedeli a porsi la medesima domanda che si pose Re Salomone quando consacrò a Dio il Tempio di Gerusalemme: “Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!”. Il Santo Padre voleva stimolare alla riflessione i fedeli raccolti in preghiera, facendo loro capire che Dio ha destinato dei luoghi specifici adibiti a percepire la sua presenza in maniera più consistente. Quindi prega Dio utilizzando sempre le parole di Salomone: “Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica. Signore mio Dio; ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza dinanzi a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa… Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e di Israele tuo popolo, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, nel cielo; ascolta e perdona!”.

Per concludere Giovanni Paolo II ha affermato la necessità dell’esistenza di un luogo in cui i fedeli possano trovare sfogo alla sofferenza e vedere la luce della verità che illumina e sconfigge le ingiustizie e questo luogo è proprio il Santuario della Divina Misericordia: “Perciò oggi, in questo Santuario, voglio solennemente affidare il mondo alla Divina Misericordia. Lo faccio con il desiderio ardente che il messaggio dell’amore misericordioso di Dio, qui proclamato mediante Santa Faustina, giunga a tutti gli abitanti della terra e ne riempia i cuori di speranza. Tale messaggio si diffonda da questo luogo nell’intera nostra amata Patria e nel mondo”. In questo modo Giovanni Paolo II consacrava il mondo alla Divina Misericordia.