La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale è nota a chi ha un istruzione cristiana, ma potrebbe sfuggire a chi si affaccia con ritardo alla fede. Si tratta di una differenza netta, tanto che il peccato veniale è commesso quotidianamente da tutti, mentre quello mortale è di esclusiva pertinenza per coloro che si discostano dalla fede in maniera netta. Ma andiamo alle definizioni:
-Peccato Mortale: si commette peccato mortale quando di fronte a materia grave (grave colpa) vi è piena consapevolezza e consenso deliberato. Quando si commette un peccato mortale si perde la carità divina e la grazia santificante e se non ci si pente conduce alla morte eterna dell’inferno.
Questo non significa che una volta commesso un peccato mortale si è condannati, se sussiste un reale pentimento anche il peccato mortale può essere perdonato con i Sacramenti del Battesimo, della Riconciliazione e della Penitenza.
-Peccato Veniale: si commette peccato veniale quando di fronte a materia lieve, o anche grave, non vi è piena consapevolezza ne consenso deliberato. A causa di questi peccati non si spezza l’alleanza con Dio, ma la carità viene indebolita, i progressi dell’anima nell’esercizio delle virtù e del bene vengono ostacolati e si manifesta un bene disordinato per l’opera di Dio e i suoi comandamenti.
Per questo tipo di peccati non sono necessarie delle pene eccessive, ne dei sacramenti particolari, basta pentirsene e confessarli.
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