Il Papa: “Gesù ha dimostrato che la morte non ha l’ultima parola”

La morte non ha l'ultima parolaIn occasione dell’odierna commemorazione dei fedeli defunti, papa Francesco ci ricorda come il sacrificio di Gesù Cristo abbia dimostrato che la morte non ha l’ultima parola, dando così vita alla speranza.

Oggi, 2 novembre, si celebra la commemorazione dei fedeli defunti, una ricorrenza intimamente legata ad quella del giorno precedente (Ognissanti) poiché proprio nel passaggio tra la vita mortale e quella eterna si ha accesso al regno celeste che ci ha promesso il messia. In questa occasione, come ogni anno, il Santo Padre ha voluto rilasciare ai fedeli alcune parole che sottolineano come proprio il sacrificio di Cristo rende questa ricorrenza così importante.

Prima della crocifissione del figlio di Dio e della successiva resurrezione infatti, la morte era vista esclusivamente come il capolinea dell’esistenza (almeno nella tradizione ebraica che non contempla l’esistenza dell’aldilà). L’uomo viveva l’avvicinarsi a quel momento con disperazione, mentre adesso la prospettiva di un’eternità in unione con Dio ha tramutato la morte in un rito di passaggio in un momento atteso nella speranza di un’eternità che ci riunisca ai nostri cari.

Papa Francesco: “La morte non ha l’ultima parola”

Nel ricordare ai fedeli l’insegnamento e la promessa di Cristo, papa Francesco ha scritto oggi su Twitter un post nel quale si legge: “Gesù ha tolto alla morte l’ultima parola: chi crede in Lui sarà trasfigurato dall’amore misericordioso del Padre per una vita eterna e beata”. Questa frase serve a sottolineare come la morte dei cari non sia un evento da vivere con tristezza e dolore, ma piuttosto con gioia e speranza. Assumendo questa prospettiva la giornata di oggi non è dedicata al semplice ricordo delle persone che hanno smesso di esistere sul nostro piano esistenziale, ma anche alla celebrazione di un rito di passaggio dal quale si spera che tutti possano passare.

 

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Luca Scapatello