L’ 8 maggio, nella sala del Concistorio del Vaticano dove aveva ricevuto la Comunità del Pontificio Collegio Portoghese di Roma in udienza, Papa Francesco ha rivolto loro testuali parole: “Un prete che si dimentica della Madre, e soprattutto nei momenti di difficoltà, manca di qualcosa”, poi citando il salmo 131, il pontefice prosegue dicendo: “È come se fosse orfano, mentre in realtà non lo è! Si è dimenticato di sua madre. Ma nei momenti difficili il bambino va dalla mamma, sempre. E la Parola di Dio ci insegna ad essere come bambini svezzati in braccio alla madre”.
L’incipit del Santo Padre serviva ad introdurre il suo viaggio per il Portogallo, quello che il 12 ed il 13 di maggio lo porterà a rendere omaggio alla Madonna di Fatima nel giorno del centesimo anno dalla sua prima apparizione ai pastorelli a Cova da Ira (Fatima). Il resto del discorso, quindi, è stato incentrato sulla funzione salvifica della Madonna e sul rapporto che ogni fedele dovrebbe intrattenere con lei.
Ricordando ai presenti la collocazione della statua della Madonna di Fatima nella Cappella della Comunità (dove ha il ruolo di raccogliere le suppliche), il pontefice ha mandato un invito a tutti i presenti: “Guardate Lei e lasciatevi guardare da Lei, perché è vostra Madre e vi ama tanto; lasciatevi guardare da Lei, per imparare a essere più umili e anche più coraggiosi nel seguire la Parola di Dio; per accogliere l’abbraccio del suo Figlio Gesù”.
In seguito Papa Francesco ha spiegato come il buon rapporto con la Madonna corrisponda ad avere un buon rapporto con la Chiesa, esse infatti sono la medesima cosa e citando Sant’Isacco ha ribadito il concetto: ”Quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa, e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita”.
Il discorso del vicario di Cristo si è concluso con un ricordo dedicato ai tre pastorelli che hanno avuto la fortuna di ricevere i messaggi della Madonna a Fatima: “L’incontro con la Madonna è stata per loro un’esperienza di grazia che li ha fatti innamorare di Gesù”, poi ha aggiunto. “Come tenera e brava Maestra, Maria introduce i piccoli veggenti nell’intima conoscenza dell’Amore trinitario e li porta ad assaporare Dio come la realtà più bella dell’esistenza umana”. Dopo questa frase il pontefice ha mandato un augurio a tutti i fedeli affinché possano essi ricevere la grazia di credere come i tre pastorelli.
Martiri del IV secolo, i Santi Marcellino e Pietro sono testimoni della fede cristiana. I…
Iniziamo sotto la protezione del nostro Angelo Custode e nel segno della speranza, che riempia…
Attraverso la riflessione di don Luigi Maria Epicoco, il Vangelo di oggi ci ricorda che…
Questa potente invocazione al Sacro Cuore di Gesù, che Padre Pio amava recitare ogni giorno,…
Sciogliamo ogni affanno nella certezza di essere custoditi da Dio: abbandoniamoci fiducioso mentre il Signore…
È una delle curiosità che spesso pervade un cristiano ma che, dall’altro lato, non sa…