Il Santo Padre, ha proposto alcuni spunti di riflessione e di preghiera per meglio avvicinarci alla conoscenza di Gesù.
Quanto conosciamo Gesù? E in che modo possiamo avvicinarci, ancora di più a lui? Papa Francesco ci descrive alcune “porte” da aprire, per comprendere al meglio il mistero d’amore di Gesù per ognuno di noi.
C’è una frase emblematica del Vangelo che Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita”. Su questo spunto, il Santo Padre pone una domanda a ciascuno di noi: come possiamo, davvero conoscere Gesù?
“Qualcuno pensa che, sì, studiando il Catechismo, conosciamo Gesù. Altri, invece, dicono che solo avendo un’idea di chi sia Gesù, è come se lo conoscessimo completamente. Le idee sole non danno vita e chi va per questa strada di sole idee finisce in un labirinto e non esce più!” – afferma Papa Francesco. Ed è proprio per “queste idee”, che dall’inizio della Chiesa ci sono le eresie.
“L’eresia è una idea diventata pazza. È così! Quando le idee sono sole diventano pazze… Quello non è il cammino!” – spiega il Pontefice.
Ma allora, come si fa a conoscere Gesù? Francesco ci parla di tre porte da aprire: la prima è quella della preghiera: “Sappiate che lo studio senza preghiera non serve. Pregare Gesù per conoscerlo meglio. Pregare Gesù! E con lo studio, con la preghiera ci avviciniamo un po’… Ma senza preghiera mai conosceremo Gesù” – spiega.
La seconda porta è quella del celebrare Gesù, anche con i Sacramenti: “Non basta la preghiera, è necessaria la gioia della celebrazione. Celebrare Gesù nei suoi Sacramenti, perché lì ci dà la vita, ci dà la forza, ci dà il pasto, ci dà il conforto, ci dà l’alleanza, ci dà la missione” – continua.
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La terza porta è quella di imitare Gesù: “Prendere il Vangelo: cosa ha fatto Lui, come era la sua vita, cosa ci ha detto, cosa ci ha insegnato e cercare di imitarlo. Attraversare queste tre porte ci consente di entrare nel mistero di Gesù. Questo significa pregare, celebrare e imitare. E così troveremo la via per andare alla verità e alla vita” – conclude il Pontefice.
Iniziamo a domandarci se, nella nostra vita, abbiamo aperto ed attraversato queste “porte” o se, qualcuna di questa sia ancora rimasta socchiusa: “Pensiamo a queste tre porte come stanno nella nostra vita e ci farà bene a tutti” – è il monito finale del Santo Padre.
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ROSALIA GIGLIANO
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