Papa Francesco nuovamente sotto accusa: “Ha favorito il diffondersi di 7 eresie”

Le polemiche legate al documento post-sinoidale ‘Amoris Laetitia’ si erano placate dopo mesi dalla pubblicazione dei ‘Dubia’, documento scritto da alcuni cardinali che chiedevano spiegazioni teologiche al Santo Padre su alcuni punti controversi, ma sono tornate in auge ieri quando è stata pubblicata una lettera aperta in cui un gruppo di 62 religiosi (tra studenti laici e sacerdoti) accusa il Santo Padre di aver commesso 7 eresie.

Secondo i firmatari della lettera, pubblicata solo dopo che il pontefice non ha dato risposta alle loro perplessità, Papa Francesco attraverso l’Amoris Laetitia ed altre affermazioni pubbliche avrebbe negato delle verità che in base alla dottrina cattolica dovrebbero essere rispettate senza alcun dubbio. Il riferimento è chiaramente all’apertura ai sacramenti nei confronti dei divorziati e dei risposati, gli autori scrivono ancora che con la lettera: “Non intendiamo offrire una lista esaustiva di tutte le eresie ed errori che ad una lettura obiettiva di Amoris laetitia, secondo il suo senso naturale e ovvio, il lettore evidenzierebbe in quanto affermati, suggeriti o favoriti dal documento”.

L’idea di base dunque non è quella di offrire l’immagine di un Papa eretico, ma quella di ottenere attenzione su aspetti della dottrina che sono stati volutamente ignorati o modificati, l’intento è quello di evitare che si diffonda l’idea pericolosa che l’insegnamento della chiesa riguardo a matrimonio e famiglia possa essere piano piano modificato in favore delle convinzioni attuali. Ciò che più sorprende di questo scritto è l’adesione di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dell’Ior., il quale però ci tiene a precisare che la sua adesione non mira ad identificare il Santo Padre come eretico: “Condivido il documento ma non ho firmato come banchiere: un richiamo fatto da intellettuali. I laici hanno diritto di esporre le loro critiche”.

Tedeschi spiega che si tratta di perplessità di teologi che vogliono risposta su punti controversi del documento post sinoidale, poi aggiunge: “L’unico intento che ho è il bene della Chiesa e di Papa Francesco, per il quale prego tutti i giorni nella messa. Io voglio bene al Papa, sono fedele alla Chiesa”, quindi conclude sottolineando: “Io non do dell’eretico al Papa, non lo penso neanche lontanamente. Sarei stupido se lo facessi, non sono un teologo”.

Tale documento è stato presentato più volte al cardinale Burke (uno dei firmatari dei ‘Dubia’), ma questo non lo ha mai firmato, probabilmente per non riaprire un dissidio con il pontefice che si era placato solo nel corso di questi ultimi mesi.