“Sono l’esempio che l’ingiustizia non ha mai l’ultima parola”
In un tweet, Francesco li definisce i veri testimoni della resurrezione di Gesù.
Attraverso il suo account twitter, Papa Francesco, in nove lingue, ha scritto un tweet: “I martiri di ogni tempo raccontano la loro fede in Cristo e ci dicono che l’ingiustizia non ha l’ultima parola”. Parole forti quelle usate dal santo padre, come ha descritto più volte anche in un video messaggio, per pregare ed urlare contro tutte le persecuzioni che, ancora oggi, vengono e ci sono contro i cristiani: “Oggi sono oltre 200 milioni le persone perseguitate al mondo per il loro credo religioso. In tanti perdono la vita, ma restano fedeli al loro Dio” – ha detto il papa.
Papa Francesco pone l’attenzione anche a coloro che combattono fra loro perché un Dio prevalga sull’altro: “Pensiamo a coloro che sono stati uccisi sulla spieggia in Libia, ai migranti gettati in mare, a coloro che sono chiusi in carcere perché cristiani: loro sono la chiesa, perché oggi la chiesa è di martiri. Loro soffrono la vera sofferenza di Cristo”.
Il santo padre ricorda anche che non c’è cristianesimo senza persecuzione: “Ricordiamo le beatitudini: beati coloro che vi insulteranno e vi perseguiteranno. Questo è il destino di ogni cristiano, e in questo nostro destino, Gesù cammina con noi”.
Ma quanti tipi di persecuzioni ci sono? “C’è quella che toglie all’uomo la libertà: Dio ci ha fatti liberi, e chi ce ne priva, non è di Dio. Ma c’è anche quella delle potenze, di chi vuole imporre la propria idea sulla tua, perseguitano la dignità, e tutti questi vanno contro Dio” – conclude Francesco.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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