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Papa Francesco: evangelizzare non solo a parole ma con la Vita

Non ridurre l’evangelizzazione al funzionalismo né tanto meno ad una semplice “passeggiata”. E’ il richiamo di Papa Francesco nell’omelia mattutina di ieri a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha sottolineato l’importanza che deve assumere la testimonianza nella vita dei cristiani, mettendo in guardia dalla tentazione di far proselitismo o di convincere a forza di parole. Il servizio diAlessandro Gisotti:

Cosa significa evangelizzare e come possiamo farlo? Francesco prende spunto dalla Prima Lettura, un brano della Lettera di San Paolo ai Corinzi, per interrogarsi su cosa significhi dare testimonianza di Cristo. Innanzitutto, il Papa si sofferma su ciò che non vuol dire evangelizzare: ridurlo “ad una funzione”.

Evangelizzare non è un vanto, né un funzionalismo
Purtroppo ravvisa il Papa anche oggi si vedono cristiani che vivono il servizio come una funzione. Laici e sacerdoti che si vantano di quello che fanno:

“Questo è il vanto: io mi vanto. E’ ridurre proprio il Vangelo a una funzione o anche ad un vanto: ‘Io vado ad evangelizzare e ho portato in Chiesa tanti’. Fare proselitismo: anche quello è un vanto. Evangelizzare non è fare proselitismo. Cioè né fare la passeggiata, né ridurre il Vangelo a una funzione né fare proselitismo: questo non è evangelizzare. Questo è quello che dice Paolo qui: ‘Per me non è un vanto. Per me è una necessità’ – continua – “che mi si impone”. Un cristiano ha l’obbligo, ma con questa forza, come una necessità di portare il nome di Gesù, ma dal proprio cuore”.

Annunciare il Vangelo, prosegue, non può essere un vanto, ma – come ci esorta San Paolo – “un obbligo”. Ma qual è dunque lo “stile” dell’evangelizzazione, si domanda ancora il Papa? “Come io posso essere sicuro – aggiunge – di non fare la passeggiata, di non fare proselitismo e di non ridurre l’evangelizzazione a un funzionalismo?”. Lo stile, è la risposta di Francesco “è farsi tutto a tutti”. Lo stile è: “andare e condividere la vita degli altri, accompagnare; accompagnare nel cammino della fede, far crescere nel cammino della fede”.

Evangelizzare è dare testimonianza, senza troppe parole
Dobbiamo metterci nella condizione dell’altro: “Se lui è ammalato, avvicinarmi, non ingombrarlo con argomenti”, “essere vicino, assisterlo, aiutarlo”. Si evangelizza, ribadisce, “con questo atteggiamento di misericordia: farsi tutto a tutti. E’ la testimonianza che porta la Parola”. Francesco ha dunque rammentato che durante il pranzo con i giovani alla Gmg di Cracovia, un ragazzo gli ha chiesto cosa dovesse dire ad un suo caro amico ateo:

“E’ una bella domanda! Tutti noi conosciamo gente allontanata dalla Chiesa: cosa dobbiamo dire loro? E io ho risposto: ‘Senti, l’ultima cosa che devi fare è dire qualcosa! incomincia a fare e lui vedrà cosa tu fai e ti domanderà; e quando lui ti domanderà, tu di’’. Evangelizzare è dare questa testimonianza: io vivo così, perché credo in Gesù Cristo; io risveglio in te la curiosità della domanda ‘ma perché fai queste cose?’ Perché credo in Gesù Cristo e annuncio Gesù Cristo e non solo con la Parola – si deve annunciarLo con la Parola – ma con la vita”.

Questo è evangelizzare, ha detto, “e anche questo si fa gratuitamente”, “perché noi abbiamo ricevuto gratuitamente il Vangelo”, “la grazia, la salvezza non si compra e neppure si vende: è gratis! E gratis dobbiamo darla”.

Annunciare Cristo è vivere la fede, donando gratuitamente l’amore di Dio
Ha così rammentato la figura di San Pietro Claver, di cui ricorre oggi la memoria. Un missionario, ha annotato, che “se ne è andato ad annunciare il Vangelo”. Forse, ha commentato, “lui pensava che il suo futuro sarebbe stato predicare: nel suo futuro il Signore gli ha chiesto di essere vicino, accanto agli scartati di quel tempo, agli schiavi, ai negri, che arrivavano lì, dall’Africa, per essere venduti”:

“E quest’uomo non ha fatto la passeggiata, dicendo che evangelizzava; non ha ridotto l’evangelizzazione a un funzionalismo e neppure ad un proselitismo: ha annunciato Gesù Cristo con i gesti, parlando agli schiavi, vivendo con loro, vivendo come loro! E come lui nella Chiesa ce ne sono tanti! Tanti che annientano se stessi per annunciare Gesù Cristo. E anche tutti noi, fratelli e sorelle, abbiamo l’obbligo di evangelizzare, che non è bussare alla porta al vicino e alla vicina e dire: ‘Cristo è risorto!’. E’ vivere la fede, è parlarne con mitezza, con amore, senza voglia di convincere nessuno, ma gratuitamente. E’ dare gratis quello che Dio gratis ha dato a me: questo è evangelizzare”.

fomte: radiovaticana

Emanuele

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