Papa Francesco ha pregato per tutti i defunti alle Catacombe di Priscilla, che custodirono i cristiani nei primi secoli della Chiesa, dalle persecuzioni.
Papa Francesco parla di speranza e di un Dio che non dimentica i suoi, promettendo loro la vita eterna. Durante la Messa, ricorda anche tutti i fedeli defunti.
In occasione della Commemorazione dei defunti, Papa Francesco sceglie le catacombe di Priscilla per celebrare la liturgia. Un momento particolare, di raccoglimento e di preghiera durante il quale il Santo Padre ricorda tutti i cristiani defunti, sin dai primi secoli della Chiesa: “Per me è la prima volta che entro in una catacomba” – ha dichiarato Francesco.
“Questo posto ha da dirci tante cose: pensiamo alla vita di questa gente che doveva nascondersi, che doveva celebrare l’Eucarestia qui dentro, che qui seppelliva i propri morti. È stato un momento brutto quello delle prime persecuzioni che la Chiesa ha vissuto. Un momento che, oggi, ancora non è stato superato, ce ne sono ancora tanti” – ha detto Papa Francesco.
Ancora oggi ce ne sono tante di catacombe: “In altri Paesi, ce ne sono di catacombe dove i cristiani, per celebrare la Messa, devono fare finta di fare una festa, perché dove si trovano celebrare Messa è vietato. I cristiani di oggi sono perseguitati ancora di più che nei primi secoli della Chiesa” – ha continuato il Pontefice.
“Oggi ci sono tre parole che identificano un cristiano: identità, posto e speranza. Identità: è quella di questa gente che si radunava per celebrare qui l’Eucarestia, ed è la stessa cosa che fanno tanti nostri altri fratelli, dove nei loro di Paesi è vietato essere cristiani. Lì non c’è altra identità: o vivi così o fingi di esserlo, pur di nascondere il tuo essere cristiano” – ha descritto Francesco.
“Il posto. Le Catacombe rievocano il ricordo della gente che qui si nascondeva ma che, anche qui, veniva a seppellire i suoi morti. Il posto del cristiano è un po’ dappertutto, noi non abbiamo un posto privilegiato nella vita. Ricordiamo ciò che è scritto: Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio. Ed infine la speranza, che è testimoniata da quegli uomini e da quelle donne che vivono la carta d’identità delle beatitudini e che si affidano a Dio. È in cielo la nostra speranza, è lì che è ancorata” – ha concluso Papa Francesco.
La commemorazione dei defunti: un momento di preghiera, ma anche di ascolto e di ricordo di tutti i cristiani che, con il sacrificio della loro vita, hanno testimoniato ardentemente la loro fede in Cristo.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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