Papa Francesco: “In caso di disturbi spirituali non esitate a coinvolgere gli esorcisti”

Papa Francesco è intervenuto al 28esimo corso annuale sul foro interno della Penitenzeria indicando quelle che sono le caratteristiche di un buon confessore. L’identikit ha rivelato che il confessore dev’essere un buon amico di Gesù disposto a perdonare in qualsiasi momento della giornata, un uomo aperto al discernimento così che possa individuare i problemi e risolverli, con l’aiuto di una preghiera costante, senza un giudizio stereotipato.

Queste caratteristiche fanno del confessore un messo della misericordia, la stessa che, secondo il Santo Padre, guida tutto il sacramento della confessione e che dev’essere alla base della dottrina cattolica. Ovviamente l’unico modo in cui un confessore possa mantenere tutte le qualità che il Papa ha descritto è quello di vivere una vita umile e guidata dalla costante presenza della Madonna.

Proprio per indicare questo aspetto fondamentale della vita di un confessore, il Santo Padre si è esibito in uno dei suoi classici racconti divertenti ed educativi. Davanti ad una folla di 700 neo confessori, il Pontefice ha parlato della Madonna dei Mandarini e della sua particolare benevolenza nei confronti dei ladri: ”C’è una leggenda, una tradizione che mi hanno raccontato che esiste nel sud Italia, la Madonna dei mandarini… dicono che è la patrona dei ladri…”.

Papa Francesco ha spiegato come secondo il racconto popolare, quando i ladri muoiono si presentano alle porte del paradiso e chiedono udienza a San Pietro, questo li nasconde all’occhio vigile del giudizio e quando fa notte li fa entrare di nascosto perdonando i loro peccati veniali. Il racconto della Misericordia mariana vuole essere un consiglio a coloro che si apprestano a diventare confessori: un buon sacerdote perdona i peccati senza giudizio severo, proprio come nella storia popolare fa la Madonna con i ladri.

Un ultima osservazione del Pontefice riguarda quei casi in cui c’è evidente di disturbi spirituali, il sacerdote in questo caso non deve avere timore di coinvolgere un esorcista, perché grazie al suo incarico speciale può riportare il sereno in una persona che da sola non riesce più a redimersi.