L’incontro in aula Paolo VI con 5mila tra Papa Francesco, studenti e molti allenatori e calciatori.
“Non rovinate il gioco del calcio, ma esso sia un modo per fare nuove amicizie e mettersi sempre alla prova” – ha detto il papa
Il gioco del calcio, il mezzo per invitare nuove persone a conoscersi e a fare amicizia fra loro, il momento per mettere alla prova le proprie abilità: è questo il calcio che immagina Papa Francesco. “Il calcio fa bene alla testa e al cuore, ma non dobbiamo esasperare i nostri ragazzi all’egocentrismo e all’egoismo” – tuona il santo padre.
Insieme a campioni come Arrigo Sacchi, al ct della Nazionale Italiana di calcio, Roberto Mancini, al ministro dell’istruzione, Marco Bussetti, fino ai vertici della Figc e delle varie nazionali di calcio sparse per il mondo: tutti in udienza da papa Francesco. “Dietro una palla che rotola c’è sempre un ragazzo con i suoi sogni. Quando giocate, non dimenticate mai da dove venite, da quei campetti di periferia che vi hanno permesso di allenarvi e di diventare ciò che siete” – ha esortato loro il papa.
“Il calcio è uno sport di squadra. Nessuno mai è da solo lì a giocare. È facile isolarsi da un gruppo perché si ha la voglia di emergere. Ma è bello quando il pallone diventa mezzo per fare amicizia. Se qualcuno di voi mi domandasse se il calcio è ancora lo sport più bello del mondo, io penso di sì. Anche se vedo che assistiamo a fenomeni che macchiano la bellezza del gioco del calcio. Come si chiama la vostra federazione? Gioco Calcio: ecco. In primis il calcio è un gioco che molte volte viene sostituita” – ha detto papa Francesco.
“A voi genitori faccio un invito, una richiesta: guardate sempre al meglio, ma non siate gli allenatori dei vostri figli. Sosteneteli invece, perché trovino in voi un punto di riferimento. A voi società, invece, chiedo di non illudere questi ragazzi con false promesse. Siate sempre complici del sorriso dei vostri atleti” – ha concluso il papa.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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