Scioccante: “La mia società mi ha chiesto i danni perché ero incinta”

La gravidanza è, ancora, un qualcosa di invalidante per la donna, anche a livello sportivo. Ecco cosa è accaduto alla pallavolista Lara Lugli.

lara lugli
la pallavolista Lara Lugli – photo web source

La giovane denuncia una situazione “imbarazzante” sui social. Le rimane incinta e la società che le chiede i danni. Ma la volley Pordenone replica, affermando che è l’esatto opposto. Ripercorriamo la vicenda per capire cosa è successo.

“Incinta, ma la squadra mi risolve il contratto”

Lara Lugli, pallavolista, ha denunciato su Facebook una questione legale a cui l’ha messa di fronte la squadra di pallavolo in serie B1 nella quale giocava: la volley Pordenone. “Rimango incinta e il 10 marzo comunico alla società il mio stato, si risolve il contratto” – scrive la giovane.

Ma purtroppo, il mese successivo, a causa di un aborto spontaneo, perde il bambino. In seguito, Lara avrebbe chiesto al suo club di “saldarle lo stipendio di febbraio per il quale avevo lavorato e prestato la mia attività senza riserve” – continua nel post. Ma ecco che, in risposta al decreto ingiuntivo, le arriva una citazione per danni.

Lara Lugli racconta cosa è successo dopo che ha annunciato la gravidanza

Le accuse sono che, al momento della stipula del contratto, avevo ormai 38 anni e, data l’ormai veneranda età, dovevo in primis informare la società di un eventuale mio desiderio di gravidanza, che la mia richiesta contrattuale era esorbitante in termini di mercato e che dalla mia dipartita il campionato è andato a scatafascio” – scrive Lara.

Lo sfogo dell’atleta è più che evidente: “Viene contestato l’ammontare del mio ingaggio troppo elevato, ma poi dicono che dopo il mio stop la posizione in classifica è precipitata e gli sponsor non hanno più assolto i loro impegni. Dunque il mio valore contrattuale era forse giusto?

Chi dice che una donna a 38 anni, o dopo una certa età stabilita da non so chi, non debba avere il desiderio o il progetto di avere un figlio? Non è che per non adempiere ai vincoli contrattuali stiano calpestando i Diritti delle donne, l’etica e la moralità?”.

Tutto questo rischia di diventare un precedente grave: “Se una donna rimane incinta non può conferire un danno a nessuno e non deve risarcire nessuno per questo. L’unico danno lo abbiamo avuto io e il mio compagno per la nostra perdita e tutto il resto è noia e bassezza d’animo” – conclude Lara.

La risposta della società: “Il fatto è l’esatto opposto”

La volley Pordenone replica alla giocatrice: “La verità ribaltata per cavalcare una storia in cui si calpesterebbe una maternità che noi abbiamo invece all’epoca salutato con grande gioia. E’ l’esatto opposto. Secondo quanto era scritto nel contratto, che ci è stato proposto dalla persona che rappresentava i suoi interessi, in caso di interruzione anticipata si sarebbero attivate clausole penalizzanti per l’atleta.

lara lugli mentre gioca
photo web source

Di fronte alla maternità ci siamo limitati a interrompere consensualmente il rapporto, mantenendoci in costante contatto con la giocatrice anche nel doloroso momento che ha affrontato poche settimane dopo” – ha dichiarato Franco Rossato, presidente del Volley Pordenone.

Ma il presidente della società continua: “Ad un tratto, molti mesi dopo, abbiamo ricevuto la comunicazione del suo legale per presunte spettanze. Solo quando ci è arrivata l’ingiunzione di pagamento ci siamo opposti e abbiamo attivato le clausole del contratto. Citare le parole del freddo atto, serve a farci sembrare dei mostri, quando invece ci siamo solo difesi di fronte alla richiesta di un rimborso non dovuto.

Fosse stato per noi, non avremmo mai chiesto nulla. Per far capire la dimensione della società, lo scorso anno con la pandemia abbiamo interrotto l’attività e rinunciato all’iscrizione al campionato successivo”.

Un precedente destinato a suscitare polemiche

Accanto a Lara Lugli si schiera l’Aip, il sindacato giocatori di pallavolo: “Ora basta. Abbiamo tutte e tutti il dovere di cambiare le cose e di prevedere tutele per atlete e atleti. Aip c’è e tutto lo Spogliatoio di Aip si stringe forte intorno a Lara”.

Una vicenda che, di certo, non si concluderà qui, ma che è destinata a suscitare, ancora per molto, indignazione e polemica. Il tutto, a pochi giorni dalla Festa Internazionale della donna.

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ROSALIA GIGLIANO

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