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“Calabria senza speranza” è l’appello di Padre Sorge

A pochi giorni dal risultato delle regionali in Emilia Romagna e in Calabria, il gesuita Bartolomeo Sorge commenta con disappunto la scelta della Calabria.

Padre Bartolomeo Sorge (websource)

Padre Bartolomeo Sorge, consigliere di Papa Francesco, non nasconde il suo disappunto sulla vittoria del centrodestra alle regionali in Calabria. Il gesuita ha scelto uno dei mezzi di comunicazione più influenti per commentare il risultato elettorale, il social network. Questo il tweet dell’ex direttore de La Civiltà Cattolica: «Due Italie. EMILIA ROMAGNA: benestante, guarda al futuro, rinvigorita dalla linfa nuova delle “sardine”. CALABRIA: ferma al palo, si affida al congenito antimeriodalismo della Lega, senza speranza».

Padre Sorge: “Calabria ferma al palo”

Era emerso già in passato quali fossero le preferenze elettorali del gesuita, sin dalle prime manifestazioni delle neonate “sardine”. La vittoria di Bonaccini (Partito Democratico) è stata letta da parte di Sorge come un’apertura al futuro, mentre quella di Jole Santelli (centrodestra) rappresenta una “Calabria ferma al palo”.

Le “sardine” e i primi cristiani

Con l’esordio del movimento delle “sardine” a Bologna, padre Sorge aveva esplicitamente espresso il suo consenso verso movimento anti-Salvini. Lo ha fatto attraverso un singolare parallelismo tra le “sardine” e i primi cristiani: «Il pesce delle piazze di oggi (le “sardine”) è – come il pesce dei primi cristiani (IXTHYS) – anelito di libertà da ogni “imperatore” palese o occulto». Non solo, Sorge aveva espresso la sua solidarietà anche nel momento in cui le “sardine” avevano scelto Roma come piazza, attraverso questa parole: «Da BOLOGNA a ROMA : dal “pesce” come simbolo e segno (JXtus) alla nuova moltiplicazione dei “pesci”: “siamo in 100.000!».

Un punto di vista differente

L’analisi del gesuita rispetto ai risultati elettorali non è dunque una novità, ma l’apice di un pensiero che Sorge porta avanti da mesi. Ma i punti di vista sono tanti e sono differenti. Molti ecclesiastici hanno infatti commentato il parallelismo tra le “sardine” e i primi cristiani come un insulto al sangue dei martiri. Che le sardine non possono essere paragonate ai primi cristiani ne è sicuro anche il passionista Padre Francesco Solazzo: «Non voglio affatto insultare la fede di migliaia di martiri che lungo la storia hanno testimoniato Cristo col proprio sangue paragonandoli alle sardine».

Fabio Amicosante

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