Padre Pio “un santo della Madonna”: nuovo racconto lo presenta in veste inedita

Su San Pio da Pietrelcina circolano immagini poco fedeli alla realtà di uno dei più grandi santi di sempre. Un libro firmato Mienmiuaif ce lo spiega molto bene.

Scommetto che nessuno di voi aveva mai pensato che Francesco Forgione, meglio noto come Padre Pio da Pietrelcina, potesse avere qualcosa a che fare con personaggi diversissimi tra loro come Franco Battiato, San Francesco d’Assisi, Nick Cave, Silvio Berlusconi, i Depeche Mode, i Måneskin, Sant’Agostino, Shia LaBeouf, Thundercat, David Lynch, Ken il guerriero, Steven Spielberg, Divo Barsotti, Abel Ferrara, San Leopoldo Mandic e tanti altri.

Nuovo libro su Padre Pio
Padre Pio ha lottato tutta la vita per strappare anime a Satana (photo web source) – lalucedimaria.it

Se è così – e qualcosa, non so perché, mi dice che è proprio così – allora non potete perdervi l’ultimo libro firmato Mienmiuaif (alias la “band matrimoniale” formata da Giuseppe Signorin e Anita Baldisserotto) intitolato Pio. Un santo della Madonna, uscito per la collana UomoVivo di Berica Editrice. Più ritratto che biografia (ce ne sono già diverse su Padre Pio), seguendo lo stile già sperimentato nel precedente Cose Eterne questo libro procede per pennellate selezionando alcuni degli episodi più significativi della vita del santo del Gargano.

I risultati sono sorprendenti. Lo “zoom” su Pio, il “santo della Madonna”, funziona alla grande. La scrittura spumeggiante, spiritosa e umoristica si alterna a vere e proprie perle che vanno in profondità. Il libro si legge che è un piacere e fa venire proprio voglia di conoscerlo, Pio. O almeno di conoscerlo meglio. Giuseppe – autore del testo ispirato e supervisionato da Anita – ce lo rende più vicino senza nulla togliere alla straordinarietà della sua figura. È anche un libro che ci voleva: fa giustizia di un certo devozionismo dolciastro, dalle venature kitsch, che deforma non poco l’immagine del santo cappuccino.

Solo i santi nuotano davvero contro la corrente

C’è una cosa che emerge ben chiara da questo libro: solo i santi come Pio sono i veri ribelli, gli unici capaci di andare veramente controcorrente. Lo abbiamo ripetuto più volte: il rischio peggiore, per i santi, è quello di diventare dei santini. Immagini edificanti, figure esemplari. Non che non lo siano anche, intendiamoci. Ma riducendoli a questo e nient’altro che a questo rischiamo di far cadere nel dimenticatoio il cuore selvaggio dei santi.

Libro di Giuseppe Signorin su Padre Pio
Un libro nuovo per un santo senza tempo: Padre Pio – lalucedimaria.it

Santi: cos’altro sono se non ribelli al peccato, insorgenti contro la mentalità di questo mondo? Oggi per esempio va forte l’ego-dramma. Ognuno di noi, secondo questa visione del mondo, è al tempo stesso autore, sceneggiatore, produttore, regista e soprattutto protagonista del film della sua vita. Inutile dire che l’uomo ideale del mondo a misura di ego-dramma è il self-made man: l’uomo che si fa da sé, centro di tutti i desideri e di tutti i progetti.

In altre parole l’esatto contrario del santo: God-made man per eccellenza, il santo si ribella al mondo perché si è arreso a Dio, facendosi plasmare come un vaso dal Vasaio. Anticonformista del suo tempo perché conformato all’eterno Dio, il santo vive piuttosto un teo-dramma: Dio è il regista che gli ha affidato un copione – o meglio un canovaccio – da interpretare nella sua vita. Detto altrimenti, il santo è un uomo in missione per conto di Dio: ha un mandato ben preciso.

I santi sono i testimoni dell’Eterno. Per questo, in una volta sola, sono sempre fuori moda e senza tempo. Il cristianesimo poi è la fede dei paradossi (da para, contro, e doxa, opinione comune). Il santo è un retro-walker del soprannaturale: è uno che avanza camminando all’indietro, ma con lo sguardo rivolto verso il Cielo. In lui, vero alter Christus, si ricapitolano il passato, il presente e il futuro. Ha la memoria e la vista lunga, i piedi ben radicati al suolo e il cuore ancorato ad altezze siderali. Nulla è negato, tutto è elevato nel santo.

I santi non ci lasciano tranquilli: vengono a inquietarci, a scomodarci, a farci uscire dalla confort zone. Ci esortano ad abbandonare le strade larghe e comode (dove ci si perde facilmente, ha detto Qualcuno) per incamminarci sulla strada stretta e scomoda: la sola che ci salva rendendoci uomini e donne liberi dalle catene del peccato.

Padre Pio, perché era un guerriero dello spirito

Il ritratto di Giuseppe dipinge padre Pio in maniera da farlo apparire sotto una luce nuova e al tempo stesso familiare. E il bello è che riesce a farlo strappandoci pure un sorriso (più d’uno in verità). Molti miti sono sfatati – come quello di un Padre Pio perennemente imbronciato – ma in definitiva Signorin va alla sostanza delle cose. E la sostanza è che Padre Pio era «un guerriero a cui Dio affidò il compito più delicato e pericoloso: strappare le anime al diavolo». San Pio era questo dunque: un guerriero spirituale che si rivestiva ogni giorno «dell’armatura di Dio».

Libro di Padre Pio
San Pio da Pietrelcina: ecco un autentico guerriero dello spirito (photo web source) – lalucedimaria.it

Diceva Fulton Sheen che «un santo è colui che impiega la stessa quantità di energia nel promuovere la giustizia, la verità, la carità, la gioia e la pace, che un uomo d’affari e di successo impiega per aumentare il proprio reddito». Un vero businessman, tutto preso dai suoi affari, non ha un minuto di tempo. Anche Padre Pio di tempo ne aveva poco, ma perché impegnato in ben altro genere di “affari”. «Non ho un minuto libero: tutto il tempo è speso nel prosciogliere i fratelli dai lacci di Satana», confessò il santo garganico in una lettera del 1919.

Mettiamola così: il nostro santo era interessato a una differente tipologia di “acquisti”. «Se si sapesse quanto costa un’anima! Le anime non vengono date in dono: si comprano. Voi ignorate quello che costarono a Gesù. Ora è sempre con la stessa moneta che bisogna pagarle», confidò San Pio a un sacerdote. Parole che oggi suonano aliene alla mentalità “decaffeinata” di tanti cristiani mondanizzati.

San Pio da Pietrelcina, il santo che convertirà la nostra generazione

Aveva ragione Chesterton a dire che «ogni generazione viene convertita dal santo che più la contraddice». E chi più contraddice un’epoca come la nostra, alimentata di realtà virtuale e in perpetua rivolta contro la legge di natura scritta nei nostri corpi, se non questo umile frate che per una vita intera ha portato impressa nella sua carne la legge della Croce ovvero gli sconvolgenti segni della Passione di Cristo?

Padre Pio il santo del nostro tempo
Padre Pio, supremo segno di contraddizione nel nostro tempo (photo web source) – lalucedimaria.it

La redenzione non è stata un pranzo di gala. «Dio ci ha salvati nel frastuono, nel sudiciume, in un contesto infernale», scrive Giuseppe in una bellissima pagina sull’identificazione di Padre Pio col sacrificio di Cristo sul Calvario. I guanti insanguinati del santo di Pietrelcina sono quanto di più lontano dai guanti bianchi con cui tanti sedicenti “illuminati” ci riempiono di moine lasciandoci però sudici come o anche più di prima.

La tentazione del nostro tempo, continua a ripeterci il filosofo Fabrice Hadjadj, non è tanto il materialismo quanto il de-materialismo. L’uomo del XXI secolo idolatra mente e cervello ma nutre uno strano odio per il suo corpo di carne e sangue oltre che per l’anima. Aspira a dematerializzarsi, che è quanto dire disincarnarsi. Sogna di eternarsi con le sue forze facendo l’upload della mente in qualche specie di cyborg o unendosi all’intelligenza (artificiale) collettiva che dovrebbe sorgere dalla rete. Pio è il santo dei nostri giorni perché è il santo dell’Incarnazione e della Croce. Abissalmente lontano da ogni ideologia che si nutre di impalpabili astrazioni.

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