Nel periodo di Quaresima, siamo portati a meditare, con maggiore intensità, il Mistero della Morte e Resurrezione di Gesù, guardando ai Santi.
I Santi possono esserci fonte d’ispirazione in questo momento dell’anno liturgico così forte. Ognuno di loro ha vissuto la Quaresima come un momento speciale, di grazia. Anche Padre Pio da Pietrelcina ha vissuto intensamente questo momento, nel corso della sua vita.
Con il Mercoledì delle Ceneri si è aperto il periodo della Quaresima. Momento durante il quale ognuno di noi è chiamato a fermarsi, un po’ di più, a pregare, a riflettere, a meditare sulla propria fede e sul Mistero della Morte e Resurrezione di Gesù.
Anche i Santi, nel corso della loro vita, hanno meditato questo Mistero e, per loro, la Quaresima è stato un momento di speciale e particolare grazia. Ognuno di loro l’ha vissuto in maniera diversa ma, è anche grazie a loro, che oggi riusciamo a comprendere meglio il significato di parole come “carità, digiuno e preghiera”.
Uno di questi è San Pio da Pietrelcina. Per capire come il Santo Frate viveva la Quaresima, bisogna tornare indietro nel tempo, a quando era giovane. Quando era ancora conosciuto semplicemente come Francesco Forgione, è qui che si incontrano i primi segni di una personalità così vicina a Cristo.
Padre Pio sin da giovane ha vissuto lo spirito della penitenza del periodo Quaresimale. Attraverso quelli che sono stati i racconti di sua madre e di alcuni suoi compagni, conosciamo il particolare rapporto tra il Santo e la pratica penitenziale.
Il giovane spesso si ritirava in un angolo della casa per castigare il suo corpo. Sua madre, una volta, lo vide dietro il letto mentre si percuoteva con una catena di ferro. Scongiurandolo di fermarsi, gli chiese: “Francè, perchè ti percuoti?”. E la sua risposta fu: “Mamma, devo battermi, come i giudei hanno battuto Gesù!”.
Anche i suoi compagni lo vedevano, più volte, dalla finestra della sua piccola casa, percuotersi con una fune di canapa. Di notte, invece di dormire sul letto, preferiva rimanere disteso a terra, con la testa poggiata su una pietra.
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Segni ben visibili sia della penitenza, ma soprattutto della Passione di Cristo, già a quel tempo presenti, oltre che sul suo corpo, nella sua anima impressi.
ROSALIA GIGLIANO
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