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Padre Cantalamessa: “Siamo in una fase caratterizzata dal silenzio sul demonio”

Padre Cantalamessa

Se dimentichiamo che il demonio esiste davvero, che è l’essere che ci induce in tentazione per allontanarci da Dio, commettiamo un gravissimo errore.
Lo dice anche Padre Cantalamessa: “Che guaio aver dimenticato che il diavolo c’è”. E, purtroppo, a dimenticarsene sono spesso i sacerdoti stessi, le nostre guide spirituali.

Alla domanda se la chiesa ha dimenticato il demonio, però, Padre Cantalamessa dice: “Certamente no, non se ne è dimenticata. C’è una maggiore discrezione nel parlarne, ma non bisogna pensare che sia venuta meno, nella Chiesa, la credenza nel demonio o che ci sia confusione su questo punto. Come ha ribadito Paolo VI, “il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Una terribile realtà misteriosa e paurosa”. “.

Forse, una tale prudenza è destinata ad evitare facili allarmismi, ma trascura il fatto che è fondamentale, per i fedeli, che essi comprendano meglio la pericolosità degli spiriti immondi, senza esserne turbati, ma, anzi, incoraggiati a fare in modo di corazzarsi delle armi della fede.
Se non si conosce il male -si sa- non ci si può nemmeno attrezzare per contrastarlo o sperare di non esserne mai ingannati.

In attesa di trovare la maniera adeguata per mettere tutti in guarda, senza suscitare terrore o disperazione, pare si sia diffuso un sentore comune, che non è affatto funzionale, né rafforza la fede delle persone comuni: “Siamo in una fase caratterizzata dal “silenzio sul demonio”. Un silenzio che corrisponde alla sua negazione. Il nemico non esiste più, oppure, se esiste, è solo il semplice male che l’uomo porta in sé. Il demonio è diventato un semplice simbolo dell’inconscio collettivo o dell’alienazione collettiva” e ciò è come sminuire l’efficacia del nostro peggior nemico e, conseguentemente, lasciare le persone vessate a combattere da sole, senza possibilità di scampo alcuno.

Antonella Sanicanti

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