Padre Boulad avverte il Papa: “L’Islam moderato non esiste”

 

Il 28 aprile scorso Papa Francesco  si è recato in Egitto, nel paese africano dove la comunità cattolica è ancora scossa dagli attentati che hanno avuto luogo la domenica delle palme e la visita del Papa è un sollievo per le famiglie di quelle vittime uccise dall’odio. Il viaggio di speranza del Pontefice è ritenuto da molti un rischio, ma dal Vaticano stemperano i toni tragici e ribadiscono che non esiste nessuna guerra di religione e che non è l’Islam una religione di guerra, ma sono solo alcuni falsi credenti che la strumentalizzano facendola diventare tale.

Questa posizione è espressa per non esacerbare gli animi ed anche per rendere giustizia a quei milioni di musulmani che pensano a coltivare la propria fede piuttosto che utilizzarla come strumento di morte. Nonostante questo, negare che ci sia una frangia riottosa di musulmani che vede la visita del Papa in Egitto come una ghiotta occasione per colpire duramente l’occidente è poco credibile.

Alla vigilia del viaggio di Papa Francesco in Egitto, dunque, il quotidiano del Vaticano ‘L’Osservatore Romano’ ha condotto un intervista a Padre Boulad, rettore del collegio dei Gesuiti a El Cairo, per far comprendere le differenze tra le varie fazioni musulmane. L’intervistatore chiede al padre gesuita se è vero che esiste una parte del corano che inneggia alla pace e non alla jihad e questo risponde affermativamente, specificando che ci sono due differenti tipologie di versi che si contraddicono quelli “Meccani” e quelli “Medini”.

Nei primi si parla di pace ed amore nei confronti del prossimo: “In quelli scritti alla Mecca, Maometto fa un discorso molto aperto che parla di amore, i giudei e cristiani sono nostri amici, non c’è obbligo nella religione e Dio è più vicino a noi. La prima parte della vita di Maometto trasmette dunque un messaggio spirituale, di riconciliazione e di apertura”. Quindi è vero che l’Islam non nasce come religione della spada, ma è lo stesso Maometto che introduce il concetto di guerra santa e questa seconda parte del Corano oggi ha una forte influenza.

In seguito a questa informazione, l’intervistatore chiede a Padre Boulad se è esiste un Islam moderato e, sebbene rifiuti questa definizione, il gesuita concorda col concetto di islamici moderati ed aperti: “L’islam moderato è un’eresia, ma dobbiamo distinguere tra la gente e l’ideologia, la maggior parte dei musulmani sono molto aperti, gentili e moderati”. Il sacerdote gesuita conferma che è vero, come sostenuto più volte dal Papa, che ci sono molti più musulmani moderati e che non bisogna ghettizzarli, ma è anche vero che al momento comandano i musulmani radicali.

Infine Padre Boulad parla della necessità dell’Islam di una riforma che modernizzi la religione, un esigenza che sentono in molti musulmani e che per il momento sembra una chimera, poi parla dei problemi che l’estremismo religioso ha causato in Egitto, dove ormai si va verso ateismo: “ In Egitto ci sono oltre due milioni di atei. Lo sono diventati perché non sopportano più la religione come incitazione alla violenza o alle esecuzioni capitali. In questo non c’è nulla di divino. Non vogliono più il fanatismo, la liturgia come ripetizione meccanica di gesti e preghiere”.